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Sanatorio Regina Elena, al via i primi interventi di messa in sicurezza

Dopo i crolli avvenuti in seguito alle ultime abbondanti nevicate si teme per l'amianto delle coperture

LEGNANO – La situazione drammatica in cui versa l’ex complesso del Sanatorio Regina Elena di Legnano, ulteriormente peggiorata dopo i crolli avvenuti in seguito alle recenti abbondanti nevicate, è finalmente giunta sul tavolo dell’Amministrazione Comunale.

I tecnici comunali e l’Assessore alle Opere Pubbliche Marco Bianchi hanno infatti presentato in commissione “Città bella e funzionale” i progetti di massima dei primi interventi necessari per tutelare i solarium del complesso ex Ila di via Colli di Sant’Erasmo.

Da Palazzo Malinverni si fa sapere che “la traccia di lavoro che si sta percorrendo, in attesa del sopralluogo con la Soprintendenza fissata per il 18 gennaio, è la messa in sicurezza definitiva dei fabbricati. La decisione è stata assunta a seguito di comparazione con l’altra ipotesi che si era affacciata, la copertura con tensostruttura. Queste due ipotesi sono già state anticipate alla Soprintendenza.”

Per la prima volta da quando il compendio ex Ila è ritornato alla Città di Legnano si stanno studiando interventi organici per la tutela della sua parte più ammalorata, i solarium – ha commentato l’Assessore Bianchi L’amministrazione, all’inizio di dicembre, ha incaricato il dirigente del settore di proporre soluzioni non temporanee per il mantenimento dei solarium. Da un lato è stato richiesto a una ditta specializzata un preventivo per la copertura dei due solarium con una tensostruttura; dall’altro, escludendo da subito l’efficacia e l’attuabilità di interventi minimali immediati, il dirigente ha proposto una soluzione di messa in sicurezza cui far seguire una fase di progettazione. Ipotesi, quest’ultima, che permette al Comune di portarsi in una situazione di normale gestione delle priorità e non di urgenza“.

Secondo i tecnici comunali il rifacimento della copertura – intervento a loro parere realizzabile in un tempo compreso fra i 60 e i 90 giorni e non comunque risolutivo – avrebbe un costo di circa 320.000 euro, mentre la sola messa in sicurezza costerebbe 200.000 euro.

La Giunta Comunale ha pertanto deciso questa seconda ipotesi, dando l’indicazione al dirigente di proseguire in questa direzione in caso di parere positivo da parte della Soprintendenza: “In questa prospettiva la messa in sicurezza (che consiste nella bonifica delle tegole in amianto previa eventuale inertizzazione, nella rimozione della vegetazione, nello smontaggio degli elementi di legno che saranno conservati e catalogati) sarà inserita nel documento unico di programmazione con l’obiettivo di finanziarla con l’avanzo di amministrazione. L’intervento, della durata di tre mesi, potrebbe avere inizio già in primavera. Nel frattempo una più ampia valutazione sulla valorizzazione del parco sarà affrontata con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, a partire dal Comitato di Gestione. Su queste basi, nel 2022, seguirebbe la progettazione per il recupero, per cui si proverà a ottenere finanziamenti da un bando ministeriale.”

I tecnici comunali hanno inoltre effettuato nei giorni scorsi un sopralluogo, accompagnati dai tecnici della ditta specializzata che dalla prossima settimana procederà con il monitoraggio ambientale ed alla successiva analisi dei campioni prelevati per verificare lo stato dell’inertizzazione fatta alcuni anni fa. Nel caso in cui venisse riscontrata la dispersione dell’aria di fibre di amianto, si interverrà ad un incapsulamento d’urgenza, in attesa dell’intervento di messa in sicurezza in programma la prossima primavera.