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Speciale medicina – I vaccini (seconda parte)

Quali sono e come funzionano i vaccini anti Covid-19

LEGNANO – Nuova puntata della rubrica, curata dal Dott. Dario Zava, medico che scriverà articoli scientifici di attualità su vari aspetti della medicina.

Dopo la panoramica sui vaccini in uso da anni (leggi articolo QUI >>), oggi scendiamo nel dettaglio su quelli specifici per il Covid-19: quali sono, chi li produce, quali sono i meccanismi del loro funzionamento e le loro caratteristiche sostanziali.

Buona lettura.

 


 

Vediamo ora sinteticamente i principali vaccini sviluppati nel corso del 2020 contro il Sars-Cov-2 ed il loro attuale stato di approvazione:

Vaccino anti covid-19

I vaccini di Pfizer e Moderna utilizzano una nuova tecnica rivoluzionaria che è quella del frammento di RNA messaggero, frutto degli sforzi fatti in questi anni per la ricerca di tecnologie più innovative, basate sull’utilizzare solo “parti” del virus bersaglio e addestrare il nostro sistema immune a riconoscere quelle. La parte prescelta preferenzialmente nel caso di SARS-CoV-2 è la proteina “Spike”, sia perchè è molto specifica del virus, sia perchè bloccarla con anticorpi porta all’impossibilità del virus di “legarsi” e invadere le cellule umane. Per fare questo viene iniettato nel nostro corpo un frammento di RNA messaggero incapsulato in un liposoma che stimola il nostro sistema immunitario a produrre anticorpi contro appunto la proteina “Spike”. I dati a supporto di questi vaccini sono robusti e consistenti, sono stati fatti studi su decine di migliaia di pazienti che hanno dimostrato un’efficacia almeno pari se non superiore al 90% e tali risultati sono stati recentemente pubblicati su importanti riviste scientifiche internazionali. Per contro alcuni di questi vaccini necessitano data l’elevata instabilità di essere conservati a temperature estremamente basse (-70/80 gradi) che impongono problemi logistici di stoccaggio e distribuzione che devono essere tenuti in considerazione.

Il vaccino russo del Gamaleya Research Institute (chiamato Sputnik V, in memoria del primo satellite artificiale grazie al quale l’Urss batté gli americani nella corsa allo spazio nel 1957) è stato realizzato utilizzando adenovirus umani modificati (tecnica già testata contro la MERS – Middle East respiratory syndrome, un’altra infezione da Sars-Cov-2). Più di 100mila persone hanno ricevuto farmaci approvati e registrati basati su adenovirus umani. L’unicità del vaccino russo risiede nell’uso di due diversi vettori adenovirali umani che consentirebbero una risposta immunitaria più forte e a lungo termine rispetto ai vaccini che utilizzano lo stesso vettore per due dosi. Con il vaccino Sputnik V, il Sars-Cov-2 non entra nel corpo poiché il vaccino contiene solo informazioni genetiche su una parte del suo rivestimento proteico esterno, le cosiddette “punte” che formano la sua corona. In pratica, questo processo elimina completamente la possibilità di contrarre l’infezione a seguito della vaccinazione e allo stesso tempo provoca una risposta immunitaria stabile del corpo.
Perché due adenovirus umani diversi? la risposta è che un serio limite all’utilizzo degli adenovirus umani Ad5 o Ad26 come trasportatori delle mRNA, consiste nel fatto che questi vettori virali funzionano male nelle persone che hanno sviluppato anticorpi contro questo tipo di adenovirus. Gli adenovirus umani, infatti, causano comunemente infezioni, anche molto lievi, dell’apparato respiratorio. Così, se una persona, a causa di una infezione avuta prima della vaccinazione, ha sviluppato anticorpi contro quel tipo di adenovirus, questi anticorpi possono bloccare l’adenovirus del vaccino, rendendo inefficace la vaccinazione. Combinando insieme i due adenovirus si riduce la probabilità che un soggetto sia già stato a contatto con entrambi gli adenovirus. Pochi dati sono stati pubblicati sull’efficacia del vaccino russo, le autorità russe hanno dichiarato un’efficacia intorno all’80% e in futuro dovremmo risucire a vedere pubblicati i dati definitivi.

Il Vaccino di Oxford-Astra Zeneca utilizza anch’esso un adenovirus ma di scimpanzè. Questo nell’ottica di superare il limite legato all’utilizzo di adenovirus umani come scritto sopra. Infatti è assai improbabile che una persona abbia sviluppato anticorpi contro un adenovirus di scimpanzè. I dati a supporto di questo vaccino sono molto corposi con studi condotti in tutto il mondo su decine di migliaia di pazienti e con risultati di efficacia pubblicati tra il 70 e il 90%. Alcune nazioni come Regno Unito, India e Argentina hanno già approvato il vaccino (perché comunque l’efficacia è superiore al 50% così come richiesto da OMS) in Europa dovremo attendere probabilmente ancora qualche mese (resta ancora da capire quale sia il migliore dosaggio da utilizzare e per capirlo ci sono nuovi studi in corso terminati i quali saranno probabilmente sciolti gli ultimi dubbi).

Infine la Cina ha sviluppato i vaccini contro il Sars-Cov-2 seguendo quello che è stata la storia dello sviluppo di molti altri vaccini (virus di morbillo, rosolia, parotite, varicella, febbre gialla e il battere della tubercolosi) e cioè utilizzando una forma di virus attenuato. Al momento non ci sono molti dati pubblicati sull’efficacia e la sicurezza di questi vaccini, comunque l’efficacia dichiarata dalle autorità cinesi è intorno all’80% (leggermente inferiore a quella dei vaccini Pfizer e Moderna che hanno dimostrato un’efficacia superiore al 90%) ma comunque superiore a quanto l’Organizzazione Mondiale della Sanità richiede per essere giudicati efficaci (>50%). Oltre ad una produzione relativamente semplice, questo prodotto ha il vantaggio di presentare al nostro sistema immunitario tutto il virus, ottenendo così anticorpi in grado di riconoscere qualunque sua parte. Si ottiene, cioè, una risposta immune multivalente. Di contro, dovendosi maneggiare durante la fase di produzione virus vivo, per attenuarlo o inattivarlo è richiesta la massima sicurezza in fatto di pericolo biologico. Inoltre, un controllo di qualità rigorosissimo è fondamentale per evitare di inoculare virus attivo negli individui (vi sono precedenti storici famosi).

Per concludere una tabella che riassume pro e contro dei vari vaccini allo stato attuale delle nostre conoscenze:

Vaccino anti covid-19

(leggi la prima parte dell’articolo QUI >>)