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Covid: senza muscoli si MUORE e loro chiudono le palestre e lo sport!

La ricerca dell'Irccs Galeazzi e del Policlinico San Donato di Milano conferma il fattore rischio per i sedentari

MILANO –  Essere senza muscoli aumenta il rischio di complicanze nei malati di Covid-19. Questi i risultati di una indagine coordinata dall’Irccs Galeazzi e dall’Irccs Policlinico San Donato di Milano e pubblicato su ‘Radiology’.

Uno studio al quale hanno partecipato l’azienda ospedaliero-universitaria Maggiore della Carità di Novara, l’Asst Grande ospedale metropolitano Niguarda di Milano, la Fondazione Poliambulanza Istituto ospedaliero di Brescia, l’Istituto europeo di oncologia-Ieo di Milano e l’ospedale di Cento (Ferrara) e in collaborazione con l’università Statale di Milano, l’università di Palermo e l’università del Piemonte Orientale.

Quanto la ridotta massa muscolare sia sfavorevole nei pazienti Covid ricoverati nei reparti ordinari o in terapia intensiva, risulta da uno studio in cui sono stati inclusi 552 pazienti di cui 364 uomini, con età media di 65 anni.

E’ stata osservata “un’associazione significativa tra la ridotta massa muscolare e  complicanze da Covid”.

Avere uno stato muscolare deficitario si è rivelato “un forte predittore sia del ricovero in terapia intensiva sia del decesso”.

Le Tc toraciche eseguite sui pazienti affetti da Covid-19 ci hanno dato la possibilità di avere accesso a una fonte preziosa di informazioni relative allo stato dei muscoli paravertebrali – afferma Luca Maria Sconfienza, responsabile dell’Unità di Radiologia diagnostica e interventistica del Galeazzi e professore all’università Statale di Milano -. Questo ci ha permesso di validare la nostra ipotesi, ovvero che la ridotta massa muscolare sia un fattore rilevante da considerare nei pazienti Covid, come già accade per altre comorbidità. Questi risultati potrebbero essere utili ai colleghi clinici impegnati nei reparti Covid”.

La grande sfida della pandemia ci ha mostrato nuovamente quanto sia preziosa la collaborazione tra diversi ospedali – evidenzia Simone Schiaffino, radiologo al Policlinico San Donato e primo autore del lavoro -. E’ il modello dello studio multicentrico, che integra molteplici esperienze per uno scopo comune: ricavare dalle indagini eseguite dati utili alla prognosi mediante un dato normalmente non considerato, lo stato muscolare, che esprime in modo efficace la possibile ‘fragilità’ dei pazienti, concetto quanto mai attuale. Impostare studi che vadano oltre i limiti del singolo ospedale è una necessità che abbiamo verificato in particolare in questa pandemia, sia in questa occasione sia in precedenti esperienze come l’applicazione di algoritmi di intelligenza artificiale alla lettura delle radiografie del torace nei pazienti con sospetto Covid”.