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Grazia a Pusceddu, non spettava ai Magistrati del Palio accordarla

Dal 2018 il Regolamento del Palio prevede che la giustizia paliesca sia compito del Collegio dei Giudici

LEGNANO – È notizia dei giorni scorsi la decisione dei Magistrati del Palio di Legnano di revocare la squalifica a vita a Valter Pusceddu, fantino che nel 2013 la ricevette in seguito ad una rissa scoppiata in occasione della corsa di quell’anno.

Palio di Legnano, tolta la squalifica a vita a Valter Pusceddu

Una decisione che però a termini di regolamento non è più di loro competenza. Si, perché il Regolamento Generale del Palio di Legnano, approvato dal Comitato Palio nella seduta del 26 aprile 2018, all’articolo 9 indica chiaramente a chi ora spetta la gestione delle sanzioni: “Le funzioni disciplinari e sanzionatorie saranno svolte dal Collegio dei Giudici che opererà secondo le modalità di costituzione e di funzionamento disciplinate dallo specifico codice attuativo di cui all’art. 17“.

Riguardo alle sanzioni ed all’organo giudicante dal 2018 ci si deve dunque riferire allo specifico “Codice attuativo disciplinare e sanzionatorio 2018“, anch’esso approvato dal Comitato Palio nella stessa riunione del 26 aprile 2018.

Codice che all’articolo 4 specifica chiaramente che “E’ istituito, al fine di esaminare eventuali infrazioni, valutare i comportamenti e
infliggere le corrispettive sanzioni un Collegio Giudicante del quale fanno parte di
diritto coloro i quali hanno ricoperto la carica di Gran Maestro e il ruolo di Cavaliere del
Carroccio.”

Il successivo articolo 5 indica con altrettanta chiarezza chi sono i componenti del Collegio giudicante: “In presenza di segnalazioni di cui all’art. 1 del presente codice attuativo verrà
composto il Collegio giudicante che sarà composto da 5 giudici estratti a sorte tra tutti
i componenti di cui al precedente art. 4.
In caso di necessità per assenza dei Giudici incaricati, i Magistrati del Palio possono
straordinariamente nominare un giudice a completamento del collegio giudicante.
Il Collegio dei Giudici entro e non oltre 10 giorni dalla sua composizione avvenuta secondo le modalità previste al precedente art. 4 dovrà iniziare l’esame delle segnalazioni pervenute.
Assume la Presidenza del Collegio il più anziano di età.”

Dal 2018, quindi, la “giustizia paliesca” non è più di competenza dei Magistrati del Palio, ma di un organo creato ad hoc, il Collegio dei Giudici, composto da 5 ex Gran Maestri ed ex Cavalieri del Carroccio, scelti mediante opportuno sorteggio. Una scelta, quella del 2018, che rivoluzionó completamente la gestione delle sanzioni, prima di allora di esclusiva competenza dei Magistrati del Palio, ossia il triumvirato composto dal Sindaco, dal Gran Maestro del Collegio dei Capitani e delle Contrade e dal Presidente della Famiglia Legnanese.

E poco conta il fatto che la squalifica a vita a Pusceddu sia stata comminata prima del 2018 e quindi dagli allora Magistrati del Palio: oggi la competenza di ogni atto sanzionatorio spetta ad altri e non più a loro.

Una “svista“, se così vogliamo definirla, decisamente grave, che rischia di creare un pericoloso precedente in una materia come quella della giustizia paliesca, da sempre molto “critica” e difficile da gestire con la dovuta imparzialità.