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Pericoloso stalker finisce in carcere

Doveva essere ai domiciliari l'uomo responsabile di gravissimi atti persecutori contro la sua ex

LEGNANO – Nella serata di ieri i Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Legnano, in servizio di pattuglia, hanno incrociato in via Nazario Sauro un’autovettura Fiat Ulisse. I Militari credevano di aver avuto una svista perché l’uomo alla guida sembrava un pregiudicato a loro noto e ristretto ai domiciliari in Via Vigorelli perché si era reso responsabile nel recente passato di Stalking.

I Carabinieri hanno invertito la marcia e, cercando il mezzo che nel frattempo aveva tentato di svicolare nelle strade vicine, lo hanno intercettato in Via dei Salici, seguendolo. Effettivamente dal controllo della targa emergeva che l’auto era intestata al 51enne di nazionalità albanese che avevano riconosciuto. Appena le condizioni della strada lo consentivano, azionati i sistemi luminosi ed acustici, l’auto veniva superata e bloccata.

Al controllo dei carabinieri il conducente risultava essere effettivamente l’uomo ristretto agli arresti domiciliari. Questi era stato tratto in arresto lo scorso 3 agosto su disposizione del GIP del Tribunale di Busto Arsizio in quanto ritenuto responsabile di atti persecutori e violazione di domicilio. In particolare, al termine di una relazione sentimentale, avuta con una donna 46enne residente in un comune vicino Legnano, iniziata a marzo 2021 ed interrotta a giugno in maniera burrascosa, l’uomo aveva iniziato a molestare e minacciare la ex, procurandole un grave stato d’ansia, costringendola a cambiare abitudini e temere per la sua incolumità.

Oltre ad aver attuato queste molestie e minacce sia telefonicamente che a mezzo del social media, più volte si era presentato sotto l’abitazione della donna dove si era reso responsabili di urla e minacce. Addirittura, in due diverse circostanze, a giugno e luglio scorsi, si era introdotto arbitrariamente in casa. Fortunatamente entrambe le volte la donna aveva mantenuto la calma chiedendo aiuto e riuscendo a scongiurare ogni atto di violenza, determinandosi poi a denunciare tutto ai Carabinieri.

Per questi gravissimi fatti, all’atto dell’arresto, siccome i due non convivevano era stato ristretto ai domiciliari. Da quella data sono iniziati i controlli.

Quando i Carabinieri lo hanno fermato, vistosi scoperto, ha riferito che stava andando a fare la spesa.

All’udienza di convalida dell’arresto era stato disposta una nuova sottoposizione agli arresti domiciliari in attesa del processo per il reato di evasione. Il G.I.P., Dott.ssa Piera Bossi, nella valutazione del fascicolo relativo agli atti persecutori, però, ritenendo a questo punto inadeguata la misura della restrizione presso il domicilio e visto l’atteggiamento dell’uomo, decideva per la traduzione al Carcere di Busto Arsizio.