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Lega Legnano: “A settembre si fa la festa dell’uva… mica il Palio!”

Il Palio di Legnano diventa terreno di scontro politico.

LEGNANOIl Palio di Legnano diventa terreno di scontro politico. La sezione legnanese della Lega Salvini Premier ha emesso un comunicato nel quale attacca pesantemente la Giunta guidata dal Sindaco Lorenzo Radice per la decisione, ad onor del vero condivisa dalla maggioranza delle Contrade in sede di Comitato Palio, di far svolgere la tradizionale manifestazione legnanese il prossimo 19 settembre.

Ormai ci siamo, mancano solo pochi giorni al Palio. Riteniamo doveroso dire la nostra, in merito ad un evento che per storia e tradizione rappresenta il punto più alto tra le manifestazioni che si svolgono in città”, si legge nel comunicato.

“Il Palio è ben più di una manifestazione complessa ed onerosa da organizzare, che vede come epilogo la sfida tra purosangue in rappresentanza delle otto contrade. Il Palio è coinvolgimento, partecipazione, passione e sofferenza. Il Palio rappresenta la consacrazione di un anno di lavoro svolto dietro le quinte da centinaia di contradaioli. Rappresenta la soddisfazione di veder sfilare il costume su cui hai lavorato per decine di serate. La città si ritrova per strada, divisa nei colori ma unita nella festa.

“La scelta di Radice e soci, ci ha lasciato perplessi, è stata venduta come uno sforzo necessario per far ritornare la città alla normalità. Ma le domande sono veramente molte. Come si può sminuire la nostra storia fino a questo punto? Il Palio di quest’anno è celebrato fuori periodo… a settembre si fa la festa dell’uva non il Palio. Molti legnanesi nel vedere spuntare le bandiere si sono domandati come mai. Non c’è l’atmosfera che deve caratterizzare questo momento, pochi cori che risuonano a tarda sera, pochi foulard sfoggiati con orgoglio, nei manieri si contano i posti da riservare a pochi contradaioli. La festa è mortificata dai regolamenti e dalle prescrizioni, giustamente rigidissime.

La nostra deve essere una celebrazione popolare che coinvolge l’intera città. Invece (non) assisteremo a nessun momento di festa, non ci sarà alcun abbraccio, non si potrà saltare gioiosi, non sarà consentito scortare il crocione, avremo solo un atto formale che consentirà a otto cavalli di sfidarsi nell’interesse di pochi. Questo per noi non rappresenta il Palio di Legnano.

Conclamata l’assoluta assenza di fermento e gioia tra i legnanesi, rilevata l’inesistenza di un interesse pubblico di tipo sociale o turistico, risulta doveroso contare i danni. I costi sono sensibilmente superiori a quelli degli altri anni, gli sponsor risultano non pervenuti, l’aggravio in termini di attività da gestire per gli uffici comunali risulta enorme a causa della scelta di gestire direttamente tutti i lavori necessari che ovviamente la pubblica amministrazione può appaltare solo attraverso apposita gara.

Alla fine, sentendo i tantissimi scontenti, ci viene da dire che la scelta delle altre città di palio è stata la più seria e concreta. Caro sindaco anche questo giro non l’hai azzeccata, e non vogliamo addentrarci nello spinoso caso Pusceddu, dove, come se ce ne fosse bisogno, hai dimostrato per l’ennesima volta supponenza e poco rispetto per i regolamenti, prendendo una decisione che non ti spettava.

Purtroppo il Palio non è l’unica nostra preoccupazione, siamo in forte apprensione per la ripresa della scuola, gradiremmo sentire dal sindaco parole rassicuranti. Le famiglie legnanesi si augurano di non ritrovarsi allo stesso punto di dodici mesi or sono. Speriamo che l’amministrazione abbia messo in atto tutti gli interventi di competenza (anche a fronte dei 15 milioni di euro che Regione Lombardia ha messo a disposizione del nostro comune), per rendere fruibili gli spazi, con tutte le dotazioni necessarie, garantendo lezioni in presenza e sicurezza per bambini e personale scolastico.

Non vorremmo ritrovarci tra pochi giorni di fronte al pietoso teatrino dello scarica barile con l’assessore di turno che snocciola le inadempienze altrui. Sindaco e assessori in questo primo anno si sono dimostrati bravissimo nell’apparire, nell’imbonire la città con un elenco infinito di buoni propositi. Adesso è arrivato il momento di concretezza e risultati, basta annunci roboanti, siamo stanchi di aria fritta, la città è evidentemente trascurata e la responsabilità è solo vostra.”