Quantcast

Speciale Medicina – Covid-19, I vaccini in Italia funzionano?

A distanza di circa 6-7 mesi dall’inizio della campagna vaccinale in Italia possiamo analizzare grandi numeri e vedere le tendenze

LEGNANO – Nuova puntata della rubrica, curata dal Dott. Dario Zava, medico che cura per il nostro giornale articoli scientifici di attualità su vari aspetti della medicina.

Anche questa settimana parliamo ancora di Covid-19, cercando di rispondere alla domanda: “I vaccini in Italia funzionano?


I vaccini in Italia funzionano?

Abbiamo visto in precedenti articoli i dati riferiti ad altre nazioni (Israele, Stati Uniti e Inghilterra) e avevamo visto anche i dati preliminari della campagna vaccinale, ora a distanza di circa 6-7 mesi dall’inizio della campagna vaccinale in Italia possiamo analizzare grandi numeri e vedere se effettivamente quella che era una percezione si sia confermata, e cioè che i vaccini su larga scala bloccano la diffusione del virus SARS-CoV-2.

Ad aiutarci nel capire meglio come è andata il terzo report di analisi congiunta dei dati dell’anagrafe nazionale vaccini e della sorveglianza integrata COVID-19 recentemente pubblicato da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.

I dati pubblicati sono molto interessanti e fanno una fotografia precisa dell’andamento delle vaccinazioni incrociate con nuovi casi, ricoveri ospedalieri e decessi legati a COVID-19, vediamoli nel dettaglio. Scopo della valutazione è stato appunto quello di mostrare l’impatto della vaccinazione COVID-19 sul rischio di infezione, ricovero e decesso da SARS-CoV-2 e la persistenza nel tempo dell’effetto di protezione.

L’analisi si riferisce a oltre 27 milioni di persone (circa la metà della popolazione italiana ≥12 anni) vaccinate con almeno una dose di un qualunque vaccino anti COVID-19, approvato e distribuito nel territorio nazionale a partire dal 27 dicembre 2020. Le informazioni relative alla diagnosi di COVID-19 sono state ottenute tramite record linkage tra l’anagrafe nazionale vaccini del Ministero della Salute (aggiornata al 14.07.2021) e il sistema di sorveglianza integrata COVID-19 coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (aggiornato al 14.07.2021).

La valutazione del rischio di diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 arriva in questo modo a oltre 170 giorni (quasi 6 mesi) dalla somministrazione della prima dose.

Nel periodo di studio sopra indicato, l’incidenza di diagnosi di COVID-19 è passata da 1,2 ogni 10.000 giorni persona nei primi 14 giorni dopo la prima dose (periodo di riferimento paragonabile al rischio nei non vaccinati) a 0,6 nei soggetti con un ciclo incompleto e a 0,3 nei soggetti con ciclo vaccinale completo. Il rischio di diagnosi nei soggetti vaccinati è diminuita progressivamente dopo le prime due settimane dalla somministrazione della prima dose, raggiungendo una riduzione superiore al 95% alla fine del periodo di osservazione.
Ad oltre 170 giorni dalla somministrazione della prima dose, il rischio di diagnosi resta ancora su valori molto bassi.

Generico settembre 2021

Figura 1 Stime aggiustate del rapporto tra le incidenze (IRR) di diagnosi a diversi intervalli di tempo dalla somministrazione della prima dose rispetto al periodo di riferimento (0-14 giorni dalla prima dose) (N=27.415.442)

Per quanto riguarda l’incidenza di ricovero in persone vaccinate prima del 16 maggio 2021, si riduce da 0,27 (ogni 10.000 giorni persona) nei primi 14 giorni dopo la prima dose a 0,09 nelle persone con vaccinazione incompleta e a 0,03 in coloro con vaccinazione completa. Si nota una maggiore incidenza nella classe di età ≥80 anni con un valore di 0,70 nei primi 14 giorni dopo la prima dose di vaccino rispetto a 0,05 nelle persone con età inferiore a 40 anni; differenza che si riduce in coloro con vaccinazione completa (0,06 vs 0,01).

Generico settembre 2021

Figura 2 Stime aggiustate del rapporto tra le incidenze (IRR) di diagnosi con successivo ricovero a diversi intervalli di tempo dalla somministrazione della prima dose rispetto al periodo di riferimento (0-14 giorni dalla prima dose); tutti i vaccinati con qualsiasi vaccino (N=17.989.377)

L’incidenza di decesso successiva alla diagnosi di COVID-19 tra le persone vaccinate prima del 16 maggio 2021 diminuisce da 0,08 ogni 10.000 giorni persona nei primi 14 giorni dopo la prima dose a 0,01 in coloro con vaccinazione completa. In quest’ultimo gruppo di vaccinati l’incidenza non differisce sostanzialmente per età, genere, area geografica, periodo di calendario e brand, rimanendo sempre sotto lo 0,02 per 10.000 giorni persona osservato tra gli ultra-ottantenni

Generico settembre 2021

Figura 3 Stime aggiustate del rapporto tra le incidenze (IRR) di diagnosi e successivo decesso a diversi intervalli di tempo dalla somministrazione della prima dose rispetto al periodo di riferimento (0-14 giorni dalla prima dose); tutti i vaccinati con qualsiasi vaccino (N=19.989.773)

I dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità si commentano da soli, l’impatto della vaccinazione sulla riduzione di casi di COVID-19 è impressionante.

A conferma di questa analisi in Figura 4 un’analisi fatta dalla Fondazione GIMBE (Fondazione senza fini di lucro che ha lo scopo di favorire la diffusione e l’applicazione delle migliori evidenze scientifiche con attività indipendenti di ricerca, formazione e informazione scientifica, al fine di migliorare la salute delle persone e di contribuire alla sostenibilità di un servizio sanitario pubblico, equo e universalistico).
I ricercatori del GIMBE hanno analizzato l’incidenza di Ricoveri in ospedale, in terapia intensiva e decessi tra i vaccinati a ciclo completo e i non vaccinati e i risultati sono anche in questo caso sensazionalmente a favore dei vaccinati a ciclo completo

Generico settembre 2021

Questi dati confermano l’efficacia protettiva di un ciclo vaccinale completo per almeno 6 mesi, ma restano molte domande senza risposta tra cui quanto è efficace un ciclo vaccinale ad un anno (cosa che valuteremo più avanti perché le prime vaccinazioni in Italia sono datate gennaio 2021).
Proprio in questi giorni i nostri esperti stanno pensando ad un possibile richiamo a fine anno/inizio 2022 e nazioni come Israele e Stati Uniti hanno già deciso di muoversi in questo senso e un approfondimento di questo tema sarà oggetto di un mio prossimo articolo.

Dott. Dario Zava

Fonte: ISS Impatto della vaccinazione COVID-19 sul rischio di infezione da SARS-CoV-2 e successivo ricovero e decesso in Italia (27.12.2020 – 14.07.2021) www.gimbe.org