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Speciale Medicina – Covid-19, infezioni tra i vaccinati rare ma possibili. Ecco in quali casi

Nuova puntata della rubrica, curata dal Dott. Dario Zava

LEGNANO – Nuova puntata della rubrica, curata dal Dott. Dario Zava, medico che cura per il nostro giornale articoli scientifici di attualità su vari aspetti della medicina.

Anche questa settimana parliamo ancora di Covid-19, analizzando in quali casi le infezioni tra i vaccinati sono possibili.

 


Covid-19, infezioni tra i vaccinati rare ma possibili. Ecco in quali casi

Ho fatto il vaccino per il COVID-19, posso infettarmi nuovamente? Negli ultimi mesi si è parlato molto di questo argomento ed è stato anche uno dei cavalli di battaglia di chi preferisce non vaccinarsi. Una cosa è certa, l’efficacia del vaccino a 6 mesi è ormai ampiamente dimostrata come mostrano i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (vedi articolo precedente QUI >>) che tra l’altro sono in linea con quelli della maggior parte delle nazioni che hanno attuato una massiccia campagna vaccinale. In Italia l’aderenza alla campagna vaccinale è stata molto alta (70-80% della popolazione) e in questi giorni la stragrande maggioranza delle persone ricoverate in ospedale per COVID-19 sono non vaccinate.

E’ comunque vero che una piccola percentuale di persone che hanno fatto il vaccino possono andare nuovamente incontro all’infezione e questo sta accadendo anche nel nostro paese, per la maggior parte le infezioni si risolvono senza complicazioni e solo in rari casi è necessario ricorrere al ricovero in ospedale.

Ovviamente in tutto il mondo molti ricercatori sono impegnati per cercare di capire perché questo fenomeno succede e come risolverlo ed è proprio di questi giorni uno studio pubblicato su Lancet Infectious Diseases, in cui i ricercatori della Yale School of Medicine hanno esaminato le infezioni da Covid-19 “breakthrough“, ovvero che si verificano in persone completamente vaccinate.

I ricercatori hanno esaminato i dati riguardanti 969 pazienti, che sono risultati positivi a Sars-CoV-2, ricoverati tra marzo e luglio 2021 e inclusi nel database Yale New Haven Health. Dei 969 pazienti, 54 erano completamente vaccinati al momento del ricovero o dell’insorgenza dei sintomi. Di questi 54 individui, 14 hanno avuto malattia grave e quattro hanno avuto necessità di un ricovero nell’unità di terapia intensiva.

L’analisi dei dati ha mostrato che la maggior parte delle infezioni breakthrough più gravi si sono presentate in anziani con un’età media pari a 80,5 anni, e che presentavano altri fattori di rischio, quali obesità o diabete. I ricercatori sottolineano che, anche se questo studio si è concentrato sulle infezioni breakthrough, è importante notare che oltre il 94% dei pazienti ricoverati non era stato completamente vaccinato al momento del ricovero, e che i loro dati confermano ancora una volta che i vaccini sono estremamente efficaci.

Sarà fondamentale, in futuro, comprendere meglio quali ulteriori fattori possano essere coinvolti nello sviluppo di gravi infezioni da Covid-19 dopo la vaccinazione, in modo da poter identificare strategie per prevenire questi casi nella popolazione.

Dott. Dario Zava

Fonte: Lancet Infectious Diseases 2021. Doi: 10.1016/S1473-3099(21)00558-2