Quantcast

Speciale Medicina – Nuvaxovid di Novavax, un nuovo vaccino per la lotta contro il Covid-19

Nuova puntata della rubrica, curata dal Dott. Dario Zava

LEGNANO – Nuova puntata della rubrica, curata dal Dott. Dario Zava, medico che cura per il nostro giornale articoli scientifici di attualità su vari aspetti della medicina.

Oggi parliamo ancora di Covid-19 e dei suoi effetti sulla riduzione dell’aspettativa di vita.

 


Nuvaxovid di Novavax, un nuovo vaccino per la lotta contro il Covid-19

Un nuovo vaccino a base proteica si appresta ad unirsi nella lotta globale al Covid-19: si chiama Nuvaxovid (NVX-CoV2373), è bio, ha costi contenuti e sembra generare ancora meno effetti collaterali di quelli già utilizzati.

Che cosa significa vaccino proteico? Questo nuovo vaccino adotta una tecnica – quella delle proteine ricombinanti – collaudata da decenni per proteggere le persone da epatite B, meningococco B, herpes zoster, Hpv e altre infezioni virali.

Precisamente, si tratta di un vaccino proteico che, a differenza della tecnologia utilizzata per i vaccini a mRNA e vettore virale (cioè quelli attualmente in uso), fornisce alle cellule proteine e coadiuvanti (la saponina) che stimolano la risposta immunitaria, scatenando la formazione di anticorpi. Questa tecnologia contiene infatti minuscole particelle della proteina Spike (presente sulla superficie del virus Sars-CoV-2) prodotte in laboratorio. Qualora la persona vaccinata con Nuvaxovid entrasse in contatto con il virus, il sistema immunitario riconoscerà la proteina Spike e sarà in grado di neutralizzarla.

Analogamente ai vaccini a mRNA e a vettore virale, il protocollo di somministrazione di Nuvaxovid prevede la somministrazione di due dosi a distanza di 21 giorni. Una volta somministrato, il vaccino attiva il sistema immunitario identificando le particelle proteiche come estranee e produrrà difese naturali tramite anticorpi IgG ed IgM selettivi e tramite la produzione dei linfociti T e B.

L’azienda biotecnologica Novavax ha presentato in questi giorni all’EMA – Agenzia Europea del Farmaco – la richiesta di autorizzazione all’immissione del nuovo vaccino anti-Covid Nuvaxovid, autorizzazione che è attesa per l’inizio del prossimo anno.

Ad oggi, i risultati degli studi clinici sembrano promettenti, dimostrando un’efficacia protettiva al 90% contro le forme sintomatiche di Covid-19, efficacia del tutto paragonabile a quella dei vaccini a mRNA ma con ancora meno effetti collaterali. In questo senso potrebbe trattarsi di un vaccino adatto ai più timorosi. Il vaccino di Novavax potrebbe rappresentare la soluzione ideale (anche per le terze dosi), per tutte quelle persone ancora indecise o timorose verso la pratica vaccinale attuale.

Dott. Dario Zava