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Turismo: la pugnalata del governo Draghi!

Luigino Poli e Federalberghi contro le decisioni del governo Draghi

SAN VITTORE OLONA –  “I provvedimenti restrittivi imposti dal governo nei confronti dei cittadini stranieri in ingresso nel nostro paese (con valenza praticamente immediata) per l’ennesima volta cambiano all’ultimo minuto le carte in tavola per le imprese del settore alberghiero”.

Luigino Poli, titolare del Poli Hotel, prende posizione sulle ultime “trovate” governative che di fatto ammazzano un intero settore.

“Non solo rappresentano un danno economico importante (in prenotazioni cancellate e rimborsate e mancati arrivi che avrebbero in parte attenuato le perdite di fatturato di questo infausto periodo) ma dal mio punto di vista di “Visionario DOP” del mondo alberghiero e dell’ospitalità rappresentano un vero e proprio “tradimento” nei confronti di quei cittadini stranieri che – amando il nostro paese e apprezzando i grandi sacrifici fatti fin qui dai nostri imprenditori per garantire il massimo della sicurezza all’interno di alberghi e ristoranti – avevano deciso di tornare a visitare l’Italia.

Era da considerarsi … ed in realtà è, da parte di queste persone, un gesto di amore e di fiducia nei confronti nostri e del nostro paese. Amore e fiducia che noi abbiamo ripagato ricacciando praticamente indietro una buona parte di loro.
Ora lasciamo da parte il problema economico (riusciranno tutti a ottenere i dovuti rimborsi da parte di OTA e agenzie?). E lasciamo da parte anche il disagio di vedersi cancellata una vacanza organizzata magari da mesi senza avere il tempo di predisporre un’alternativa. E lasciamo ancora da parte il disagio di chi come me e come il nostro “Gruppo DOP”, ha investito tempo e tanto denaro per migliorare ulteriormente la sicurezza garantita a ospiti e collaboratori adeguandosi a normative tutt’altro che chiare e funzionali e si vede per l’ennesima volta ‘scippato’ della possibilità e del diritto di poter fare il proprio mestiere.

Poli Hotel San Vittore Olona

Quello che stupisce di fronte a tutto questo è la composta “rassegnazione” con cui le associazioni della nostra categoria segnalano alla politica il nostro disagio per questa ennesima pugnalata ricevuta alle spalle da chi come noi albergatori ha il compito di rappresentare l’immagine all’estero del nostro paese. Quindi mi adeguo anch’io a questo tono sommesso, quasi rassegnato. Anch’io faccio presente in tono pacato con queste parole il mio disagio verso una decisione che per l’ennesima volta ci passa sulla testa senza minimamente considerare i danni e le conseguenze che vengono provocate sulla pelle di imprenditori, lavoratori e delle loro famiglie.

E’ finito il tempo delle urla dettate dalla speranza di ricevere la dovuta attenzione?
Bene allora restano le singole testimonianze e i segnali di disagio, tanti e sotterranei, come i piccoli scricchiolii che turbano la quiete bucolica di una vallata innevata prima dell’arrivo della valanga”

Dal canto suo Federalberghi commenta in modo contrario le ultime restrizioni indicate dal Governo per ciò che riguarda il movimento turistico degli stranieri in arrivo nel nostro Paese.

Non comprendiamo le ragioni che inducono il Governo a definire – per l’ingresso dei cittadini stranieri in Italia – le restrizioni più rigide d’Europa, nonostante il buon esito della campagna vaccinale, che ha portato l’Italia ad ottenere i risultati migliori d’Europa”.

“Nelle scorse settimane – prosegue la federazione degli albergatori – le imprese del turismo hanno sostenuto l’ennesimo sforzo, adeguandosi alle nuove indicazioni sul green pass e sul supergreenpass, nel presupposto che il contributo di tutti avrebbe realizzato le condizioni per consentire il sereno svolgimento delle attività economiche e sociali”
“Tutto ci saremmo aspettati tranne questa cattiva sorpresa, che riporta indietro le lancette e respinge i turisti stranieri, dirottandoli verso i paesi concorrenti”.
“Si tratta di un grave danno per il Paese, che – secondo gli ultimi dati diffusi da Banca d’Italia – da gennaio a settembre 2021 ha visto la spesa dei turisti stranieri in Italia diminuire di circa venti miliardi di euro rispetto al corrispondente periodo del 2019”.
“A complicare la situazione intervengono i tempi di entrata in vigore dell’ordinanza, che è stata adottata il 14 dicembre ed entrerà in vigore domani, senza tener conto del fatto che nell’economia dei viaggi e del turismo le decisioni vengono assunte con largo anticipo. Le imprese hanno già assunto il personale e rifornito le scorte per la stagione invernale, i turisti hanno prenotato il viaggio, l’alloggio e i servizi complementari”.
“Chiediamo – dice la Federalberghi – che l’ordinanza venga rimodulata al fine di consentire alle imprese e ai turisti di riorganizzarsi”.
“Ribadiamo inoltre, anche alla luce della proroga dello stato di emergenza, la richiesta di inserire in legge di bilancio adeguate misure di sostegno del settore, a partire dall’esonero dei costi fissi che gravano sulle imprese del settore (seconda rata IMU e credito imposta affitti) e proroga della Cassa integrazione, per sostenere imprese e lavoratori che sono allo stremo”.