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Speciale Medicina – Quanti sono i decessi legati al Covid?

Milioni in più rispetto ai conteggi ufficiali

LEGNANO – Nuova puntata della rubrica, curata dal Dott. Dario Zava, medico che cura per il nostro giornale articoli scientifici di attualità su vari aspetti della medicina.

In questo articolo ci parlerà della possibile discrepanza tra i decessi conteggiati ufficialmente come legati al Covid e quelli reali, che secondo le ultime stime potrebbero essere molti milioni in più

 


Quanti sono i decessi legati al Covid? Milioni in più rispetto ai conteggi ufficiali

Secondo i dati ufficiali diffusi dalle autorità nazionali, i decessi per COVID-19 in tutto il mondo sarebbero circa cinque milioni in due anni. Ma le morti in eccesso a livello globale sono stimate al doppio o addirittura al quadruplo di quella cifra.

Il giorno dei morti dell’anno scorso ha segnato una triste pietra miliare. Il 2 novembre, il bilancio globale delle vittime della pandemia di COVID-19 ha superato i cinque milioni, secondo i dati ufficiali. Ora ha raggiunto i 5,5 milioni. Ma questa cifra di per sé già terribile e preoccupante è in realtà molto probabilmente una forte sottostima dei reali decessi legati a COVID-19. Un recente articolo pubblicato su Nature rivela che le registrazioni dell’eccesso di mortalità – una metrica che comporta il confronto di tutte le morti registrate con quelle attese – dimostrerebbero che durante la pandemia sarebbero morte molte più persone.

E uno dei tentativi di più alto profilo di modellare una stima globale è venuto dai mezzi di comunicazione, la rivista “The Economist” ha usato un approccio di apprendimento automatico per produrre una stima da 12 a 22 milioni di morti in eccesso – o da 2 a 4 volte il bilancio ufficiale della pandemia – a oggi e tale stima è stata confermata dall’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) che ha sede a Seattle (Washington) che fornisce aggiornamenti quotidiani dei suoi risultati in base a modelli come anche proiezioni sulla velocità con cui potrebbe aumentare questo “tributo” globale nel prossimo futuro.
In Figura 1 potete vedere in azzurro i decessi ufficiali legati a Covid-19 e in arancione le stime fatte dal giornale “The Economist” e dall’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME).

Speciale Medicina Covid-19

Figura 1

 

Questo dato scioccante merita alcune considerazioni: scoprire quante altre persone sono morte è una sfida complessa per la ricerca e questa pandemia sembra aver acuito la necessità di avere strumenti adeguati a livello mondiale per capire quanto possa incidere realmente sulla mortalità.

Ad oggi i dati rilevati nelle singole nazioni sono molto differenti e non tengono in considerazione una serie di fattori che potrebbero inficiarne l’analisi. Demografi, scienziati dei dati ed esperti di salute pubblica si stanno sforzando di ridurre le incertezze per una stima globale delle morti per pandemia. Questi sforzi, sia da parte di accademici che di giornalisti, usano metodi che vanno dalle immagini satellitari dei cimiteri alle indagini porta a porta e ai modelli informatici ad apprendimento automatico che cercano di estrapolare stime globali dai dati disponibili. Persino l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) sta lavorando alla sua prima stima globale ma ad oggi non ha implementato nessun modello attendibile.

Non è semplice come contare le cifre di eccesso di mortalità di ogni paese. Infatti, come hanno scoperto gli scienziati, alcuni dati ufficiali in merito sono imperfetti. E più di 100 paesi non raccolgono affatto statistiche affidabili sulle morti attese o effettive, o non le rilasciano in modo tempestivo. Al tempo stesso la causa di morte, cioè l’attribuzione di un determinato evento ad un determinato fattore causale, differisce tra le varie nazioni del mondo generando dati che spesso contrastano tra loro.

Ad esempio all’inizio della pandemia, nazioni come l’Olanda hanno contato solo le persone morte in ospedale dopo essere risultate positive al coronavirus. Il vicino Belgio ha, al contrario, allargato il conteggio includendo i decessi nella comunità e a tutti coloro che sono morti dopo aver mostrato i sintomi della malattia, anche se non avevano ricevuto una diagnosi certa di infezione da coronavirus. Aggiungo che all’inizio della pandemia non c’era neanche la disponibilità di tamponi, tanto che, ad esempio, in Italia essi venivano riservati solamente ai pazienti francamente sintomatici ospedalizzati ed anche questo non ha per niente aiutato nel fare diagnosi tempestiva di Covid-19.

Ecco perché i ricercatori si sono rivolti ben presto all’eccesso di mortalità come misura sostitutiva del tributo della pandemia. Le cifre dell’eccesso di mortalità sono apparentemente facili da calcolare: significa , infatti, confrontare le morti durante la pandemia con la media registrata nei cinque anni precedenti o giù di lì. Ma anche questo metodo ha dei limiti, ed anche nei paesi ricchi con sistemi completi e sofisticati di segnalazione dei decessi, le cifre sull’eccesso di mortalità possono essere fuorvianti. Questo perché il modo più ovvio di calcolarli può non tenere conto dei cambiamenti nella struttura della popolazione.

Un esempio può essere dato dalla Germania dove, mentre nel 2021 lavoravano ad uno studio per calcolare la mortalità in eccesso causata dalla pandemia, i ricercatori hanno scoperto che confrontando i decessi con la mortalità media degli anni precedenti, si sottostimava costantemente il numero di morti attese, e quindi si sovrastimavano i decessi in eccesso. La ragione era un aumento della mortalità nazionale annua, a cui ha contribuito un’impennata nel numero di persone di 80 anni e oltre – una generazione troppo giovane per combattere e morire nella seconda guerra mondiale.

La differenza per la Germania è significativa. I dati grezzi rilasciati alla stampa dall’ufficio statistico tedesco l’anno scorso hanno riportato il cinque per cento di morti in più nel 2020 rispetto al 2019, ma dopo aver considerato la struttura per età, il valore si è ridotto a solo l’1 per cento.

Quindi la stima dell’eccesso di mortalità “grezza” nelle popolazioni che invecchiano, è improbabile che sia la stima migliore, i numeri grezzi dovrebbero essere aggiustati per prendere in considerazione la struttura dell’età e altre sottigliezze.

Le analisi più sofisticate aggiustano la base di decessi attesi per tenere conto di queste distorsioni, per esempio aumentando il numero di morti attese via via che una popolazione invecchia. Probabilmente la più completa di queste stime di eccesso di mortalità viene da Ariel Karlinsky, un economista dell’Università ebraica di Gerusalemme, in Israele, e Dmitry Kobak, analista dei dati all’Università di Tubinga, in Germania. Dal gennaio 2021, Karlinsky e Kobak hanno creato una banca dati regolarmente aggiornata della mortalità per tutte le cause prima e durante la pandemia (2015-21) da quante più fonti e per quanti più luoghi possibile, attualmente relativa a circa 116 paesi e territori. Chiamata World Mortality Dataset (WMD), la maggior parte delle informazioni proviene da statistiche ufficiali di morte raccolte e pubblicate da uffici nazionali e governi. In Figura 2 sono presenti i dati relativi a 10 nazioni (tra cui l’Italia) in cui vengono messi a confronto i decessi ufficiali con quelli stimati dai due ricercatori. Come si può vedere in molti casi, le stime di Karlinsky e Kobak sulla mortalità in eccesso divergono significativamente dalle statistiche di mortalità da COVID-19 rilasciate dai governi.

Speciale Medicina Covid-19

Figura 2

 

La divergenza più eclatante sembra essere quella della Russia, per esempio, che ha riportato circa 300.000 morti COVID-19 alla fine del 2021, ma è probabile che in quel periodo abbia superato il milione di morti in eccesso.
In un altro paese, il Messico, può essere attribuito al virus un terzo di tutte le morti, suggeriscono i dati di Karlinsky e Kobak.

Per quanto riguarda l’Italia i dati tra mortalità da Covid-19 e mortalità in eccesso sono abbastanza simili, c’è sicuramente una quota di morti in eccesso ma rispetto alle altre nazioni in misura notevolmente inferiore. Questo dato ci fa concludere che probabilmente in Italia i nostri sanitari sono stati (oltre che tra i primi paesi al mondo ad indentificare la patologia e sequenziare il coronavirus) bravi anche nel fare una diagnosi corretta di Covid-19.

Quindi, per i paesi coperti dal WMD (World Mortality Dataset), le cifre ufficiali suggeriscono che 4,1 milioni di morti dall’inizio della pandemia siano dovuti a COVID-19, circa il dieci per cento di tutte le morti di quel periodo. Ma i calcoli del duo suggeriscono che, quando si tiene conto della mortalità in eccesso, i decessi legati a COVID-19 sono 1,6 volte maggiori, corrispondenti a circa 6,5 milioni di morti (o il 16 per cento del totale).

I ricercatori concludono che il vero tasso di mortalità da COVID-19 potrebbe essere sempre contestato. Non sappiamo ancora quante persone siano morte nella pandemia [di influenza] del 1918, ma si pensava che avremmo potuto sapere abbastanza bene quante persone sarebbero morte in una ipotetica futura pandemia, perché convinti di vivere in un mondo moderno. In realtà non è così, e questo è piuttosto triste.

Dott. Dario Zava

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