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Ospedale di Legnano, il Centro di Medicina dello Sport, un’eccellenza che rischia la chiusura

Sport Legnano ha intervistato l'ex Direttore Sanitario di una struttura punto di riferimento per le società sportive del territorio

LEGNANO – Il Centro di Medicina dello Sport, un fiore all’occhiello dell’Ospedale di Legnano – che avevamo presentato ai nostri lettori in un lungo articolo del 2018  rischia la chiusura. Una decisione difficilmente comprensibile, che rischia di mettere in difficoltà le migliaia di atleti delle Associazioni Sportive di Legnano e del territorio, che da anni si servono di una struttura, che è arrivata ad avere nel suo organico una ventina di medici di varie specialità, una decina di infermieri professionali, oltre a una decina di addetti amministrativi.

Un’eccellenza che deve essere preservata, come sottolinea l’ex Direttore Sanitario del Centro, intervistato dal Sport Legnano.

Chi ha preso la decisione di chiudere il centro e con quale motivazione?
Anche se la Segreteria Telefonica da più di un mese continua ad avvisare che “Il centro di medicina dello sport è momentaneamente chiuso per rinnovo progetto sanitario e nomina equipe professionale”, il futuro dell’ambulatorio dell’Ospedale di Legnano appare segnato: la totale ed ingiustificata assenza della Direzione Sanitaria della ASST annuncia la chiusura del centro. Le responsabilità sono dunque tutte dell’intera Direzione dell’ospedale (stimolata nel corso di un anno a prendere decisioni) e per ragioni mai esplicitate all’equipe sanitaria e amministrativa.”

Questo servizio ora a chi sarà affidato? A centri privati? Oppure sul territorio esistono altre realtà simili?
Il rischio c’è, ed è evidente. E’ chiaro che il privato ha tutto l’interesse a soppiantare un servizio che era diventato, negli anni, un “fiore all’occhiello” dell’ospedale, ed a trarne i vantaggi economici che sono ipotizzabili. Questo a scapito del servizio pubblico, della qualità delle prestazioni, e, in ultima analisi, delle tasche dei cittadini.”

Una parte dell'equipe del centro, in una nostra foto del 2018
Ambulatorio di Medicina dello Sport dell'Ospedale di Legnano

Il centro curava un servizio che permetteva a tantissime realtà sportive del legnanese di potersi affidare a dei professionisti di grande esperienza, a costo praticamente zero. Ora gli sportivi legnanesi e le loro società sportive dovranno affidarsi a centri privati, con l’immaginabile aumento dei costi in un momento di per se economicamente sfavorevole. Ancora una volta lo sport passa in secondo piano. Lei cosa ne pensa?
La penso esattamente così. In quasi 40 anni di attività il centro ha rilasciato certificati per tre generazioni di atleti del legnanese. L’elevato numero di atleti visitati negli anni presso la struttura rappresenta un segno tangibile della validità dell’operato fornito nella prevenzione e nella tutela della salute degli atleti durante l’attività sportiva, offrendo inoltre a molti un primo momento di screening sanitario. Va anche sottolineato che la popolazione afferente è composta per il 95% da atleti minorenni, con una importante quota di diversamente abili: per tutti questi atleti il Servizio Sanitario Nazionale, attraverso i LEA, prevede attestazioni gratuite, che difficilmente potranno essere erogate dai pochi ambulatori privati convenzionati: la maggioranza sarà costretta a rivolgersi a centri privati accreditati, con un esborso però a carico dell’atleta. Infine vorrei osservare che l’emergenza COVID ha fatto emergere un certo numero di casi meritevoli di accertamenti ulteriori e più approfonditi: in questi casi il “secondo livello” garantito dall’ospedale non è compensabile dall’attività del privato, privando così l’atleta di un supporto qualificato e indispensabile.

Il centro è attrezzato anche per l'accoglienza degli atleti più giovani
Ambulatorio di Medicina dello Sport dell'Ospedale di Legnano

Il mondo della politica sembra ignorare la questione della chiusura del centro. Vorrei avere un suo parere al riguardo.
Non saprei cosa dire. E’ davvero deludente, se non addirittura sconcertante, che la politica non si sia mossa, finora almeno. Vedo un certo fermento tra le istituzioni locali per altri problemi legati allo sport, tutti importantissimi, ma questo della tutela sanitaria dell’atleta non può non essere preso in considerazione. E più ancora che la Direzione dell’Ospedale non abbia ritenuto di dare alcuna risposta agli innumerevoli solleciti che, anche personalmente, ho fatto in questi mesi, sperando in un ravvedimento che finora non si è visto.”

C’è ancora una speranza che si abbandoni l’idea della chiusura? A suo parere cosa potrebbe servire per spingere verso questa strada?
La speranza è l’ultima a morire, anche se, ogni giorno che passa si fa sempre più probabile il rischio di una chiusura definitiva. Che cosa potrebbe indurre a un ravvedimento? Semplicemente l’analisi dei dati: il centro ha avuto, negli anni, un incremento costante, assestandosi su circa 5.500 certificati annuali (salvo un ultimo lieve calo – per altro comprensibile – negli anni della pandemia). I costi del progetto (remunerazione del personale, manutenzione della strumentazione, apertura dell’ambulatorio) risultano ampiamente compensate dai ricavi. La soddisfazione dell’utenza è certificata dagli attestati di stima ricevuti nel tempo. Mi chiede che cosa può servire? Tutto può servire: un intervento più concreto del Comune di Legnano, ad esempio, o una sollecitazione alla Regione perché intervenga “dall’alto”, magari avanzata dalle stesse società sportive che si sono avvalse in questi anni del centro. E perché no? Anche la carta stampata, che ha sempre una capacità di denuncia e di stimolo ad agire, può fare la sua parte.”