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Castello di Legnano, le stalle restano in stallo

Bocciato dalla Regione il contributo di un milione di euro necessario per il restauro.

LEGNANO – Il discusso progetto di restauro e riutilizzo delle stalle del Castello per il momento non si farà. La Regione ha infatti deciso di non ammetterlo al bando per la “valorizzazione del patrimonio pubblico lombardo a fini culturali” che avrebbe portato alle casse comunali un contributo di un milione di euro, fondamentale per coprire una importate parte del costo dell’intervento, stimato intorno ai 1.490.000 euro.

Restano quindi per ora a carico del Comune i costi, pari a circa 100.000 euro, fin qui sostenuti per la realizzazione del progetto utilizzato per la richiesta.

Sapevamo di partecipare ad un bando molto selettivo – si è giustificato l’Assessore alle Opere Pubbliche Marco Bianchicon 10 milioni di euro per tutto il territorio regionale, e che quindi sarebbe stato difficile ottenere delle risorse, ma il lavoro fatto potrà costituire la base per concorrere ad altri bandi.

Come di presentano oggi le stalle del Castello
Castello di Legnano

Soddisfatto invece Franco Brumana, consigliere di minoranza, che da subito si era dichiarato contrario al progetto, definendolo tale da far perdere “la caratteristica tipica dei fienili lombardi e cancellato la memoria storica dell’uso anche agricolo del Castello” e che, tramite gli “Amici del Castello“, aveva trasmesso un esposto alla Commissione di valutazione sottolineando le criticità dell’intervento.

Nell’esprimere soddisfazione per lo scampato pericolo di uno sfregio ulteriore al complesso monumentale del Castello –  ha commentato Brumanarestano preoccupazioni le dichiarazioni dell’assessore che ritiene il progetto una base per concorrere ad altri bandi. Confidiamo che si tratti di un tentativo di giustificare la spesa del tutto inutile per l’assurda progettazione. Ora il Comune, con la somma di euro 490.000,00, che aveva tenuto a disposizione, realizzi subito la copertura dell’edificio con caratteristiche uguali a quella crollata, impedendo così un ulteriore deterioramento di questo bene culturale.”