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La disfatta del Milan Futuro: l’illusione giovanile scivola tra i dilettanti
MILANO – È calato il sipario, e non con applausi ma con un tonfo greve: il Milan Futuro, novella costola del glorioso Diavolo, ha trovato nel destino la giusta nemesi di una stagione sciagurata. Non vi è angolo dell’annata da cui trarre conforto: né nella Prima Squadra, arrancante tra spettri e rimpianti, né nella gioventù rossonera, travolta ora dall’onta dell’amatoriale.
Oddo e l’epilogo amaro: sconfitta e retrocessione
La sentenza è giunta con l’implacabile sobrietà dei numeri: due ceffoni a freddo inferti dalla SPAL nel ritorno dei playout, e il verdetto è compiuto. Il Milan Futuro, affidato alle cure dell’ottimo Massimo Oddo, olimpionico di un altro tempo, scivola nella giungla della Serie D. Un esito che odora di beffa per una società che dispone di più mezzi – economici e tecnici – di quanti ne sognino, sommati, mezza dozzina di club cadetti. Peraltro la figura di palta di non aver manco in panchina Camarda, perché i geni si “sono dimenticati” che per giocare gli spareggi per la retrocessione avrebbe dovuto avere almeno 25 presenze in stagione.
E qui si apre la grande questione morale, sportiva e quasi esistenziale. Cosa accade quando un Leviatano dai bilanci a nove zeri sbarca tra le baracche della quarta serie? Quale senso ha schierare una creatura generata nel laboratorio di Casa Milan – dove tutto è algoritmo e nutrizione molecolare – accanto a squadrette che ancora si radunano sotto la luce fioca dei lampioni di provincia?
Il rischio è una fuga preventiva dal Girone B, ove la corazzata rossonera potrebbe essere schierata. E già si mormora, nei retrobottega della Serie D, di trattative e maldipancia: chi potrà competere con una formazione il cui monte ingaggi sfiora il ridicolo?
Ripescaggi e sospiri: l’estate sarà lunga
Ma tutto potrebbe essere rimesso in discussione. Le alchimie estive del pallone dilettantesco sono complesse come un sonetto del Tasso: tra esclusioni, bilanci, fideiussioni evaporate e domande di ripescaggio, non è detto che il Milan Futuro non trovi un pertugio per salvarsi, magari all’ultimo respiro. Ma sarebbe l’ennesimo artificio, una toppa cucita sul deretano della coerenza sportiva.
Il Milan, un gigante dai piedi incerti
Nel frattempo, a Milanello, si osserva in silenzio il doppio naufragio. Il Milan dei grandi ha vissuto l’ennesima stagione di transizione senza gloria, e il Milan Futuro ha bruciato sul nascere ogni presunta promessa investendo oltre 15 milioni di euro (Secondo Tuttosport, tra avviamento e mercato invernale questa è la cifra spesa dal club per la seconda squadra rossonera). Un budget che molte squadre in serie B manco raggiungono.
Si dice che il futuro appartenga ai giovani. Forse. Ma in questo caso, il Futuro è stato già retrocesso ed il Milan ha dimostrato che soltanto coi soldi non si combina nulla di buono, anzi. E nello sbando ormai totale dei colori rossoneri dopo la sconfitta al “Paolo Mazza” di Ferrara contro la SPAL per 2-0, nessun tesserato si è presentato in conferenza stampa, nè il direttore sportivo Jovan Kirovski presente allo stadio, nè il mister Massimo Oddo.
E adesso? Adesso noi la storia la conosciamo bene: nonostante tutto il Milan verrà ripescato a scapito di qualche squadra che non riuscirà ad iscriversi in Lega Pro per problemi di soldi. Qui di soldi ce ne sono tanti, anche se la maggior parte la buttano.
