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Il Sedriano la ribalta e resta in Eccellenza

La squadra del presidente Cardamone piega l’Ispra in trasferta

ISPRA – La madre di tutte le occasioni, per l’Ispra, si è tramutata nel padre di tutti i disastri. Sul prato castigatore del ritorno playout, i neroazzurri si sono presentati come un esercito confuso, con l’elmo storto e l’armatura bucata. Avevano vinto all’andata e pensavano, stolti, di poterci danzare sopra come su una passerella di primavera. Ma il Sedriano, squadra umile e famelica, ha azzannato la preda in un quarto d’ora da manuale del calcio agonale.

All’11’, Celano, spirito eletto di giornata, riceve ai limiti dell’area, finge, calcola e poi scocca il sinistro rasoterra che trafigge Oniscodi come una freccia normanna al cuore di un cavaliere longobardo. Solo tre giri di clessidra più tardi, ecco la conferma della tragedia: Ndiaye, centravanti guascone e ispiratissimo, semina il panico a destra e porge la sfera al tempismo di Poletto, che incorna il 2-0 come un cervide feroce in corsa libera.

Il Sedriano, assatanato e lucido, sfiora il colpo del k.o. definitivo quando Ndiaye colpisce la traversa al 24’. L’Ispra, annichilita, non abbozza risposta. La loro manovra è scolorita, la loro idea di gioco evanescente. Nessun varco, nessuna verticalizzazione che squarci il velo di un Sedriano ordinato e feroce, guidato dal condottiero Imbriaco con più senno che clamore.

Nel secondo tempo, i neroazzurri provano ad alzare il baricentro, ma le loro velleità offensive sembrano scritte col gessetto sull’asfalto sotto la pioggia. Brovelli, tra i pochi a salvarsi nel naufragio generale, ci prova da lontano, ma è foga più che perizia. Oldrini gira su sé stesso e calcia, ma il suo tiro ha la pericolosità di un petardo bagnato. Frattini, portiere del Sedriano, para con la serenità di un notaio in villeggiatura.

Sul finale, neppure la disperazione, spesso alleata dei vinti in cerca di redenzione, riesce a ispirare l’Ispra. L’ultima fiammata è un pallido cerino in un buco nero. Finisce così, con i ragazzi di Raza che chinano il capo e sprofondano nel purgatorio della Promozione, mentre il Sedriano festeggia la permanenza come un manipolo di soldati che ha difeso il fortino contro ogni previsione.

Il calcio, ancora una volta, ci insegna che chi entra in campo senza paura, può anche ribaltare il destino. L’Ispra, invece, oggi ha avuto paura perfino della sua ombra. E la retrocessione, in fondo, è solo il compimento di una