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La trasmissione Le Iene ha creato un terremoto nel calcio minore
PESARO – Il pallone, si sa, rotola spesso in campi infangati non solo di pioggia. Ma quando a insozzarsi non è solo la sfera, bensì la reputazione d’un club, allora conviene stringere i ranghi e chiamare a raccolta quel che resta dell’onore.
È quanto accaduto in questi giorni alla Vis Pesaro, finita nel tritacarne mediatico della trasmissione Le Iene, andata in onda martedì 13 maggio. Un servizio d’inchiesta – come oggi si dice, con enfasi da cinema investigativo – ha messo in scena l’ennesimo dramma italiano: presunti pagamenti per infilare giovani virgulti nei settori giovanili delle squadre professionistiche, Serie C inclusa. Una sorta di mercato delle illusioni, dove il talento pare valere meno di un bonifico ben assestato.
Nel bel mezzo di questa rappresentazione tragica e farsesca, fa capolino il nome della Vis Pesaro. Il finto fratello di un finto calciatore – interpretato con piglio da consumato attore – si muove tra incontri, telefonate e allusioni, come in un romanzo di appendice. Salvatore Bagni, ex mediano da battaglia oggi uomo di scouting, viene tirato dentro come voce narrante: fa il nome del club marchigiano, parla di contatti, suggerisce vie traverse che odorano più di compromesso che di merito.
La Vis, da par suo, non ha perso tempo. La nota ufficiale è giunta rapida come una sassata d’inverno: “Siamo estranei ai fatti”, scrivono, “respingiamo ogni tentativo di infangare il nostro nome”. E si capisce. Perché in certi casi, il danno non è solo tecnico, è morale. Per difendere la propria faccia non basta una smentita: occorre un atto. Così arriva la sospensione del Direttore Sportivo Michele Menga, in attesa che si chiarisca quanto e come sia stato davvero coinvolto. Il nome di Bagni pesa, ma la reputazione di un club ultracentenario pesa di più.
La società si dice pronta a difendersi in ogni sede. Fa bene. Perché qui non è in gioco solo la giustizia, ma l’identità. La Vis Pesaro è uno di quei club che resistono, anno dopo anno, tra professionismo e passione, senza luci di ribalta ma con la schiena dritta. Scivolare nel torbido delle insinuazioni senza combattere sarebbe un’offesa alla propria storia.
E allora ci sia concessa una riflessione: in un calcio dove l’apparenza ha spesso soppiantato la sostanza, dove il tifo si sfoga più sui social che sugli spalti, servirebbe un ritorno all’essenziale. Meno chiacchiere, più scelte coraggiose. Meno mediatori, più maestri. Meno illusioni vendute ai genitori, più campetti polverosi dove farsi le ossa, e magari anche qualche cicatrice.
Che la Vis sia davvero estranea, ce lo auguriamo. Ma che non stia sola, in questa tempesta, è un dovere di chi ama il calcio che sa ancora distinguere tra fango e vergogna. La pelota, come la verità, prima o poi salta fuori. Basta non perderla di vista.
In merito al servizio andato in onda nella trasmissione “Le Iene” in data 13/05/2025, la VIS PESARO 1898 intende esprimere la propria posizione.
La società si dichiara totalmente estranea ai fatti riportati nel corso del servizio televisivo e respinge con fermezza ogni tentativo di accostare il proprio nome a vicende di cui è completamente estranea.
La VIS PESARO 1898, ritenendo gravemente lesiva la rappresentazione offerta, ha disposto la sospensione del Direttore Sportivo Michele Menga ed ha disposto accertamenti al fine di valutare l’eventuale coinvolgimento dello stesso nelle vicende millantate dal Sig. Salvatore Bagni e disporre conseguentemente ulteriori provvedimenti. La Società sportiva si riserva di tutelare la propria immagine e reputazione nelle sedi più opportune, al fine di evitare ulteriori strumentalizzazioni.

