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|Avresti corso ancora, ragazzo: buon compleanno Andrea, per sempre nei nostri cuori
Ci sono storie che il tempo non cancella. Restano sospese nell’aria, nei ricordi, nei cuori di chi le ha vissute e di chi continua a sentirle, ogni volta, come la prima. Oggi Andrea Rinaldi avrebbe compiuto 25 anni, accanto alla sua famiglia, ai suoi genitori, alla sorella tanto amata. Un traguardo che non ha mai potuto raggiungere, in questa vita.
Eppure, in qualche modo, il suo sorriso, la sua corsa instancabile a centrocampo, la sua voglia di vivere, sono ancora qui, e rimarranno per sempre.
Ricordo la prima volta in conferenza stampa dopo una partita vinta e giocata al Mari. Lo sguardo timido davanti alla telecamera, la risposta pacata alla mia domanda. Andrea era uno di noi, un ragazzo come tanti che ha onorato e vissuto sempre per il calcio, lo sport più bello del mondo. Quello che amo più di qualsiasi altra cosa.
Era un centrocampista moderno, Andrea: grinta, visione di gioco, corsa. Ma soprattutto era un ragazzo perbene. Uno di quelli che salutano, che ringraziano, che sanno da dove vengono e dove vogliono arrivare. Nonostante la giovane età, aveva già capito il valore del sacrificio e dell’impegno quotidiano. “Quando gioco, penso a chi ha creduto in me. E voglio dimostrare che ne è valsa la pena”, Aveva detto una volta, dopo una partita.
Poi, quel maledetto giorno di maggio 2020. Un aneurisma cerebrale lo ha strappato alla vita a soli 19 anni. Una tragedia improvvisa, che ha lasciato la sua famiglia, gli amici, i compagni di squadra e tutta la comunità calcistica senza parole. Un dolore muto, difficile da comprendere, impossibile da accettare.
Oggi, a distanza di cinque anni, Andrea manca ancora. Manca ai suoi genitori, che ogni giorno combattono con un’assenza che pesa come un macigno. Manca agli amici, che ricordano le sue risate contagiose, le partite infinite sui campetti di paese. Manca ai tifosi del Legnano, che ogni volta che guardano la maglia lilla pensano a quel ragazzo che correva per tutti, che non mollava mai.
Non sapremo mai cosa sarebbe potuto accadere. Ma una cosa è certa: Andrea Rinaldi continua a vivere nei ricordi di chi l’ha conosciuto, nei giovani che sognano di diventare calciatori come lui, nei genitori che ancora oggi stringono tra le mani una maglia col suo nome.
Perché certe storie non finiscono mai. Restano. Restano negli occhi lucidi di chi le racconta. E fanno piangere, sì. Ma anche sperare, perché l’amore e la passione che Andrea ha messo in ogni singolo giorno della sua breve vita sono un esempio che nessuna tragedia potrà mai spegnere.
Buon compleanno, Andrea. Ovunque tu sia, corri ancora, con quel sorriso che ci hai lasciato.


