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Vince ancora l’industria dello ZUCCHERO: per la Sugar Tax arriva la settima proroga

L’appuntamento con la tassa sullo zucchero è rimandato per l’ennesima volta. La salute di milioni di persone può aspettare

ROMA – La tanto discussa sugar tax non entrerà in vigore nemmeno nel 2025. Il Consiglio dei Ministri, nella seduta di ieri, ha approvato il nuovo Decreto Legge Economia, che contiene l’ennesimo rinvio dell’imposta sulle bevande zuccherate: l’applicazione è ora fissata al 1° gennaio 2026.

Si tratta della settima proroga per una misura introdotta nel 2020 ma mai attuata, nata con l’intento di scoraggiare il consumo di bibite ad alto contenuto di zuccheri attraverso un prelievo fiscale. L’ultimo rinvio risaliva al decreto superbonus 2024, che aveva spostato l’entrata in vigore al 1° luglio 2025. Ora, il nuovo DL – che contiene anche misure su bonus mamme, IVA sulle opere d’arte e interventi per imprese e territori – rimanda ulteriormente l’implementazione della tassa.

Possibile stop definitivo?

Il rinvio, richiesto da più parti, sarà valido fino a fine anno, ma lascia spazio a ulteriori sviluppi. Si prevede infatti che la questione venga ripresa nel prossimo dibattito sulla Legge di Bilancio, dove potrebbe arrivare la cancellazione definitiva della tassa. Le pressioni in tal senso arrivano soprattutto dal mondo produttivo, che teme ricadute negative su investimenti e occupazione.

Come funziona la sugar tax

Introdotta dalla Legge di Bilancio 2020 (commi 661-676), la sugar tax si applica sulle bevande analcoliche edulcorate, con lo scopo di disincentivarne il consumo e promuovere stili di vita più salutari, riducendo il rischio di malattie croniche come diabete e obesità.

L’imposta prevede:

  • 10 euro per ettolitro di prodotto finito;

  • 0,25 euro per chilogrammo per i prodotti concentrati da diluire.

Insieme alla plastic tax (anch’essa mai attuata e ora rinviata al 1° luglio 2026), la sugar tax è finita nel mirino delle imprese del settore, che denunciano un possibile calo dei consumi, una riduzione dell’acquisto di materie prime e un freno alla competitività.

Per ora, l’appuntamento con la tassa sullo zucchero è solo rimandato. Ma il dibattito resta aperto.