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|Dalla Varesina al Como per scrivere la storia!
VENEGONO SUP – n Lombardia, terra fertilissima di promesse e promesse mancate, non si parla d’altro. Il nome è quello di Marco Colugnat, giovine classe 2009, dalle leve lunghe e l’animo famelico, che pare abbia messo d’accordo gli dei del pallone e quelli del sacrificio.
Sì, perché questo ragazzo ha compiuto un’annata da taumaturgo della sfera, talmente densa da far sospettare che, più che un calendario scolastico, il suo orologio seguisse il calendario agonistico.
Altro che ore di sonno: ha collezionato convocazioni come un impiegato dell’anagrafe timbra certificati.
42 apparizioni stagionali, un numero da centromediano metodista anni ’50, ma lui gioca ovunque: spesso da prima punta, talvolta da trequartista, altre ancora da furia anarchica, infilata nei corridoi tra le linee. Ha percorso tutte le categorie come se fossero semplici tappe ferroviarie: Under 17 Élite (dove ha vissuto la stagione della consacrazione), poi Under 19 Nazionale (giocandoci con due anni sotto età come se nulla fosse) e infine, quasi per divertimento, due apparizioni nell’Under 16, dove si è portato a casa pure un gol — così, per non lasciare niente agli altri.
Perché tutto questo rumore? Ma per una ragione che più ovvia non si può:
Marco Colugnat è forte.
Non forte nel senso di “promettente”. No: forte forte, come si dice nei bar di paese, mentre si gioca la schedina e si discute di tattica davanti a una Nastro Azzurro calda. È uno che si muove tra le difese con l’incedere dello scaltro, che sfrutta il proprio corpo come un artigliere la sua torretta, e che segna come respirasse: senza apparente fatica.
Così, tra taccuini che si gonfiavano come panettoni a lievitazione lenta, direttori sportivi in preda alla frenesia e telefonate in codice tra osservatori, il destino ha scelto il lago.
Colugnat giocherà nel Como.
L’annata della meraviglia
La stagione appena conclusa è di quelle che si raccontano nei ritiri, accanto al fuoco.
30 presenze con l’Under 17 Élite (Coppa, campionato e fasi nazionali) condite da 21 reti: tutte segnate da sotto età, perché la natura, quando distribuisce i talenti, a volte esagera.
Poi 10 presenze e 5 gol con l’Under 19, due categorie più su. E infine 2 presenze con l’Under 16, quella che dovrebbe essere “la sua” squadra. Ma Marco, evidentemente, in categoria non ci si è mai trovato: troppo poco per lui.
È nei contesti difficili, nei campi pesanti della provincia, nei duelli con i difensori già barbuti, che ha trovato il proprio habitat. Gli bastano un pallone, una difesa alta e una verticalizzazione ben calibrata per sbranare tutto quello che trova davanti.
È stato l’ago della bilancia in ogni squadra, la stella polare della Varesina, il punto di riferimento che tutti cercavano e nessuno riusciva a marcare.
Ora lo attende una nuova sfida.
Al Como, dove tutto dovrà essere rifatto da capo, dove ogni allenamento sarà una scalata, ogni convocazione un esame. Ma se è vero che certi giocatori sono chiamati a scrivere le proprie storie come si scrive una sinfonia, allora sì: Marco Colugnat ha già accordato il suo spartito.
E a giudicare dal rumore, sarà una musica che in Lombardia continueranno a sentire a lungo.

