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Lega Pro ma quanto mi costi? Ecco i milioni di euro delle rose del girone A

Serie C, girone A: vacche magre e illusioni di ferragosto. L’inter Under 23 ed i suoi 11 milioni di rosa.

BUSTO ARSIZIO – Il calciomercato di Serie C – specie nel Girone A – langue a metà agosto come una mucca stanca sotto il sole di pianura. Tutti aspettano, tutti scrutano, tutti sognano di pescare l’affare tra gli scarti altrui. Prestiti, parametri zero, ragazzi mandati a farsi le ossa: è il menù quotidiano. Gli assegni veri restano chiusi nei cassetti, ché qui il denaro scarseggia come l’acqua nei pozzi secchi.

Guardando i valori gonfiati di Transfermarkt, l’Inter U23 pare regina con oltre 11 milioni di rosa. Ma la matematica, nel calcio, serve solo a fare i conti delle trasferte. Questi giovanotti nerazzurri hanno gambe buone e quotazioni gonfie, ma non esperienza: e senza esperienza, la C è un pantano che ti risucchia.

Il resto del girone è una teoria di bilanci al risparmio: Union Brescia (6,13 milioni), Trento (4,48), Novara (4,21), Arzignano Valchiampo (4,08), fino alla Pro Vercelli (2,47). Tutti hanno frugato tra gli svincolati, tutti hanno bussato per un prestito. Il colpo migliore pare Luigi Silvestri, difensore giramondo uscito dal Cesena e approdato alla nuova creatura bresciana. Vedremo se terrà botta o finirà nell’anonimato dei tanti.

Due sole squadre hanno speso soldi veri, e già questo fa notizia: il Lumezzane, che ha strappato Rolando all’Altamura per 100mila euro, e la Triestina, che ha messo 50mila su Frare del Cittadella, mentre il presidente Rosenzweig si lamenta di promesse mancate dagli investitori.

Capitolo cessioni: qui si vede chi ha saputo coltivare il grano. Il Cittadella (6,80 milioni) ha piazzato Pittarello al Catanzaro per 600mila euro, oltre al già citato Rolando. Il Lecco ha fatto l’affare più grosso della sua storia: 700mila euro per Nicolò Buso, anche lui al Catanzaro. Il Vicenza si accontenta di 50mila dal prestito di Della Morte, puntando a rifarsi una squadra meno di nome e più di sostanza. Infine la Virtus Verona di Fresco, che ha battuto cassa con 300mila per Dino Mehić, replicando il colpo dell’anno scorso con Casarotto.

Eppure, non saranno le perizie da ragionieri a dire chi comanda. Saranno i nervi, la grinta, la capacità di buttare sangue sul prato domenica dopo domenica. Sarà l’esplosione del ragazzo che nessuno conosceva e che all’improvviso diventa uomo. Le gerarchie di carta valgono meno di un gol segnato al 90’.

Perciò, appuntamento a settembre: lì comincia la vera conta, quella che non ammette alibi né bilanci.