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|Rimini Calcio: le mega incognite dietro l’acquisto da parte della caratese Giusy Scarcella
I tifosi sul piede di guerra
CARATE BRIANZA – La manager brianzola Giusy Anna Scarcella, 38 anni, ha annunciato di aver acquisito il Rimini Football Club, squadra di Serie C con gravi difficoltà finanziarie. L’annuncio è arrivato il 1° agosto tramite comunicato ufficiale del club, che ha parlato dell’insediamento della nuova proprietà rappresentata dalla società Building Company di Carate Brianza.
L’operazione presenta tuttavia almeno tre anomalie. La prima riguarda la natura dell’acquisto: ad oggi è stato firmato solo un preliminare, mentre le quote sono soggette a un sequestro conservativo disposto dal tribunale di Milano su richiesta della società V.R. Trasporti, creditrice della D.S. Sport, ancora titolare del pacchetto di controllo.
La seconda anomalia è legata alla figura di Valerio Perini, indicato come futuro presidente del club, nonostante non sia stata formalizzata alcuna nomina. Perini è un dipendente della società di Scarcella e si occupa di vendite di impianti fotovoltaici e call center, senza esperienza diretta nel mondo del calcio.
La terza anomalia riguarda la stessa Building Company, una piccola realtà con sede operativa ad Avellino, amministrata esclusivamente da Scarcella e con appena tre dipendenti. Il bilancio 2023 ha registrato un’improvvisa impennata del fatturato fino a 7,3 milioni di euro, ma manca all’appello il bilancio 2024. Inoltre, gran parte del capitale sociale è stato costituito attraverso una perizia che attribuisce 1,8 milioni di euro di valore a una app di smaltimento rifiuti, chiamata “I-Junk”, di cui però non si trovano tracce operative.
Nonostante queste criticità, Scarcella si è detta convinta della bontà dell’operazione, sostenendo che l’acquisto del Rimini potrà garantire visibilità alla sua azienda. Tuttavia, nel mondo del calcio professionistico, dove trasparenza e solidità finanziaria sono requisiti essenziali, il caso solleva interrogativi legittimi. L’operazione, ancora priva di passaggi formali essenziali, si fonda su fiducia e dichiarazioni di intenti. Resta da vedere se ai proclami seguiranno i fatti.

Sul piede di guerra i tifosi:
Il Rimini deve finire in buone mani, che non sono certo queste, se ne sono accorti tutti anche fuori Rimini!
I giocatori hanno cercato di dirlo e ben lo sanno anche tutti gli addetti ai lavori.
Cosa serve ancora perché il sindaco deponga il suo orgoglio e intervenga per evitare questa umiliazione non solo alla tifoseria, ma a tutta la città ed anche alla sua amministrazione?
Del resto nessuno ha ancora comprato nulla, c’è solo un preliminare senza passaggio di quote. Anche per la scadenza degli stipendi, l’esborso reale è stato minimo rispetto alle cifre che si prospettavano.La vendita va fatta all’unico soggetto credibile che ha pubblicamente mostrato interesse per il Rimini.La Gaiofana va sottratta a chi ha avvallato questa operazione nefasta e indecorosa che sta distruggendo la Rimini Calcio.
Come acquirente non si è mai presentato nessuno di meno rassicurante di questi pulcinella che stanno tenendo in ostaggio la città, i cui segreti vengono a galla mentre cadono le loro maschere.
Per dare un segnale inequivocabile abbiamo deciso che domenica non andremo a Pescara, non possiamo essere complici della distruzione del nostro Rimini.
Non lasceremo campo libero a chi la sta organizzando.
Chiediamo a tutti quelli che amano il Rimini di stare al nostro fianco in questa battaglia.

