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Skatepark di Mazzafame bocciato dai professionisti del settore

Skatepark di Mazzafame, l’esperto Ettore Grandi prende le distanze: «Non è un mio progetto»

LEGNANO – «Il nuovo skatepark di Mazzafame non è un mio progetto». A chiarirlo è Ettore Grandi, professionista del settore, che interviene con una lunga nota per spiegare la propria posizione in merito alla nuova struttura inaugurata nelle scorse settimane.

Grandi ricorda come già nel 2021, prima della demolizione del vecchio impianto, avesse proposto al sindaco di Legnano la partecipazione al Bando Sport Outdoor Lombardia, lo stesso con cui – in collaborazione con UAO Skatepark – erano stati realizzati altri cinque impianti in diversi comuni, finanziati fino all’80% con fondi PNRR. «Saronno ci ha ascoltato e oggi ne conserva i risultati – sottolinea –. A Legnano invece non si è voluto dare seguito all’idea, forse perché non era gradito che un professionista venisse pagato per un progetto simile».

Secondo l’esperto, il sindaco Lorenzo Radice avrebbe inoltre reagito negativamente a un suo post critico sulla demolizione del vecchio skatepark, decidendo di escluderlo dalla progettazione del nuovo impianto e ignorando le indicazioni tecniche da lui fornite. «Avevo raccomandato di non realizzare una bowl fuori terra e di affidarsi comunque a un progettista iscritto all’albo FISR – evidenzia –. Nulla di tutto ciò è stato seguito».

Skate park

Il giudizio sul risultato finale è netto: «Una struttura sbagliata, con raggi e distanze che la rendono più difficile e meno fruibile della precedente, coping disconnessi e con sporgenze fuori norma, senza il rispetto della normativa UNI EN 14974».

Grandi mette in evidenza anche i costi: 170mila euro, a cui vanno sommati quelli per la demolizione e per la struttura temporanea al Parco Castello. «Dopo vent’anni di attesa – osserva – Legnano si ritrova con un impianto peggiore del precedente: troppo alto, fuori norma, insicuro e impossibile da pulire».

Skate park

Infine, l’esperto allarga la riflessione al resto dell’area verde di Mazzafame, oggi oggetto di vari interventi: «Mi guardo attorno e vedo una tribuna a specchio esposta al sole, un’area cani a servizio del campo da calcio e una pump track in plastica che, paradossalmente, è l’unica struttura davvero utilizzabile. L’area verde è stata trasformata in un campo pratica dell’assessorato ai lavori pubblici. Ma certe persone, purtroppo, resteranno sempre piccole piccole».