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Accademia BMV tra sogni e realtà, il DS Moroni: “Puntiamo alla promozione in Eccellenza, ma con umiltà e lavoro costante”

LEGNANO – In esclusiva per Sport Legnano, abbiamo intervistato Marco Moroni, attuale Direttore Sportivo dell’Accademia BMV una realtà in forte crescita nel panorama calcistico dilettantistico lombardo. Con lui abbiamo parlato del suo ingresso in società, del lavoro quotidiano, dei sogni futuri e della filosofia che guida ogni sua scelta, dentro e fuori dal campo. Un dialogo sincero e appassionato, che riflette lo spirito di chi vive il calcio con umiltà, dedizione e ambizione.

Marco, raccontaci come sei entrato in società e qual è oggi il tuo ruolo

“Sono entrato in punta di piedi, come è giusto che sia. Credo sia fondamentale rispettare le gerarchie e soprattutto il lavoro svolto da chi c’era prima di me. Ci sono persone che hanno dato un supporto importantissimo alla società a tutti i livelli, ed è giusto dare valore a tutto questo. Oggi ricopro il ruolo di Direttore Sportivo della prima squadra, e insieme a Fabio Colombo, mi occupo anche della Juniores e dell’U18”.

Qual è la filosofia che segui nel tuo lavoro quotidiano?

“Sposo completamente la linea della società: ascoltare tutti, imparare da tutti e comunicare costantemente con i giocatori. Certo, poi le decisioni vanno prese, e quelle spettano a me e al presidente. Ma ritengo fondamentale il confronto continuo, il dialogo sincero e la volontà di crescere insieme. È quello che cerco di fare ogni giorno con i ragazzi della prima squadra e della Juniores”.

Quali sono i tuoi sogni e obiettivi, sia a breve che a lungo termine?

“Il sogno più vicino è sicuramente portare la prima squadra in Eccellenza. Abbiamo due strutture che fanno invidia a molte società, non ci manca nulla per poter puntare in alto, quindi perché non crederci?

A lungo termine, mi piacerebbe restare nel mondo del calcio per tanti anni, cercando sempre di migliorarmi. E magari, un giorno, creare una società tutta mia, costruita da zero, con tanti iscritti e tanti bambini che corrono felici dietro a un pallone”.

Che approccio cerchi di portare nell’ambiente societario? 

“Cerco di mantenere un profilo umile, aperto al dialogo e orientato al rispetto. Penso sia importante lasciare una buona immagine di sé, costruire rapporti solidi con tutti – compresi gli avversari – e sbagliare il meno possibile. Ogni passo deve essere fatto con passione e responsabilità”.