Temi del giorno:
Calcio dilettanti
|Braglia senza freni: “Serie C e D non sono più quelle di una volta. Troppi giovani improvvisati, colpa anche dei genitori”
L’esperto tecnico toscano, intervenuto ai microfoni di TMW Radio, ha analizzato la situazione attuale del calcio italiano con la consueta schiettezza: “Una volta c’era gente forte, oggi mi viene da ridere”.
Non si è limitato a parlare del solo Rimini, Piero Braglia. L’allenatore, che nelle ultime settimane ha affrontato non poche difficoltà con la formazione biancorossa, ha approfittato dell’intervento mattutino a “A Tutta C”, format di TMW Radio interamente dedicato alla Serie C, per lanciare un messaggio chiaro – e duro – sulla condizione generale del calcio italiano, con un focus particolare sui settori giovanili e le categorie minori.
“Oggi i giovani arrivano con il contratto di volontariato. E spesso nemmeno sono pronti”, ha dichiarato Braglia, facendo riferimento a uno dei suoi giocatori, Gagliano, giunto in Romagna dopo un lungo viaggio da Lamezia: “È arrivato con questo tipo di contratto e ha giocato subito la prima di campionato. È anche bravo, ma come lui ce ne sono tanti. Il problema è più profondo”.
Il tecnico punta poi il dito contro un elemento spesso sottovalutato: l’influenza dei genitori. “Una volta i genitori non si permettevano nemmeno di entrare negli spogliatoi. Oggi pagano per far giocare il figlio, anche quando non è bravo. Si sentono cose assurde in giro. E poi? Dopo un anno mollano tutti. Questo sistema non fa crescere nessuno”.
Un cambiamento culturale che, secondo Braglia, ha inciso anche sulla qualità generale delle categorie inferiori. “La Serie D era una categoria vera, si vedeva gente forte. Ora la guardo e mi viene da ridere. E la Serie C? Una volta era una B2, ogni squadra aveva almeno un paio di giocatori importanti. Adesso si fa fatica a trovare qualità”.
“Ci sarebbe tanto da fare per rimettere le cose a posto”, ha concluso il tecnico. Una dichiarazione che, seppur amara, accende ancora una volta i riflettori su un problema strutturale del nostro calcio, spesso più incline alla scorciatoia che alla costruzione.


