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|Caronnese: presentata “sontuosamente” la nuova stagione
Programmazione, marketing ed entusiasmo per una società che guarda in alto
CARONNO PERTUSELLA – A Caronno Pertusella, la sera del 2 settembre, allo stadio comunale si è celebrata una sorta di rito laico che nel calcio di provincia somiglia tanto alla liturgia: la presentazione della nuova stagione della Caronnese. Platea assortita: amministratori pubblici, sponsor, addetti ai lavori, collaboratori e, soprattutto, la prima squadra in carne e ossa. Non mancavano le sorprese: si è parlato di giovanili rigogliose, di calcio femminile in crescita, di bar sociale e persino di impianti a led. Tutto in salsa entusiastica, come si conviene a chi deve costruire fiducia attorno al proprio progetto.

Egidio Terenziani, presidente dalla voce tonante e dalle metafore facili, ha parlato come un patriarca. Ha ricordato i cento anni che incombono, ha mostrato il petto fiero dei risultati raggiunti – semifinale playoff, vivaio record di tesseramenti, tornei e camp estivi, il bar trasformato in cenacolo di fede rossoblù – e ha indicato il futuro con la sicurezza di chi non ammette obiezioni: “Ora ci aspettiamo grandi risultati, dalla prima squadra fino ai nati nel 2020. E lanciamo pure il calcio femminile in Serie C.” Non è poco, per chi appena due anni fa aveva ereditato una società sfiancata.
Dietro il presidente, una compagnia di giro degna di un’opera corale: Nitti il direttore generale, Gioia il vate del vivaio e dell’ESG, Volontè il factotum che spazia dal marketing alla borsa dei giocatori, Salerno impegnata nel sociale, Bruno per il femminile, l’immancabile Angelo Volonté custode della memoria. Ognuno con un compito, ognuno a rivendicare un pezzo di rinascita. Sembrava di ascoltare la lettura di un bollettino militare: tanti fronti, tante battaglie vinte, altre da combattere.

La prima squadra, affidata ancora a Michele Ferri, porta i galloni di capitano a Federico Corno, veterano al diciottesimo anno di fedeltà. Vecchi lupi come Sorrentino e Galletti faranno da guardiani ai giovani, mentre in mezzo al campo sventola la bandiera del nuovo arrivo Vitofrancesco, reduce da palcoscenici più nobili. In attacco, Colombo e Corno promettono bottino di gol come briganti in agguato. La rosa è stata irrobustita: dicono sia più profonda, dicono che stavolta la Serie D sia obiettivo meno velleitario.
Poi il nuovo mondo: la Caronnese Women. Una squadra costruita con ambizioni già dichiarate di salto di categoria, innestata con giocatrici esperte e giovanissime promesse, guidata da Marsich con piglio deciso. Si debutterà contro il Torino, e già si sogna la B.

Infine il settore giovanile, gonfiato di numeri come mai prima: vivai pieni, codici etici da sbandierare, doposcuola allo stadio, campus estivi, tornei e carrellate di iniziative che fanno sembrare la Caronnese non un club dilettantistico, ma un piccolo laboratorio sociale.
C’è chi direbbe che a Caronno si venda sogno a buon mercato, con il lessico forbito delle conferenze e la liturgia delle strette di mano. Eppure, nel calcio minore, serve anche questo: raccontare con enfasi il domani per strappare qualche abbonamento in più, convincere lo sponsor a restare, dare al ragazzo del vivaio la certezza di far parte di qualcosa che vale. E mentre si parla di illuminazioni a led e di plastic free, sul prato resta l’unica verità del calcio: bisogna vincere, o almeno provarci con onore.

