INVERUNO – Una frase inaccettabile, intrisa di razzismo, ha macchiato una domenica di sport e fair play sul campo di Inveruno. Durante la gara del campionato Under 19 tra Accademia Inveruno e Pontevecchio, un giovane calciatore si è lasciato andare a parole che non dovrebbero mai trovare spazio — né nello sport, né altrove:
“Noi bianchi non dobbiamo giocare con voi, ci sporchiamo.”
Parole gravissime, che hanno scatenato la rabbia e lo sdegno di tutti i presenti. L’arbitro, costretto a interrompere la partita per diversi minuti, ha poi segnalato l’accaduto nel referto.
Il Giudice sportivo non ha esitato a intervenire con fermezza: per il ragazzo dell’Accademia Inveruno è arrivata una squalifica fino al 31 luglio 2026 e un Daspo sportivo che gli impedirà di accedere a qualsiasi impianto dove si disputano partite o manifestazioni calcistiche, anche amichevoli.
Una punizione esemplare, ma soprattutto un segnale forte: il calcio non può e non deve essere terreno fertile per l’odio.
La FIGC ha richiamato con forza l’importanza del rispetto e dell’inclusione, principi che devono guidare ogni gesto in campo, a maggior ragione tra i giovani.
L’episodio, definito da molti “un pugno allo stomaco per chi crede nei valori dello sport”, ha scosso l’ambiente calcistico locale. “Non basta insegnare a tirare un pallone — serve insegnare a rispettare l’altro”, commentano in molti sui social e tra le società sportive del territorio.
Un episodio bruttissimo, che lascia l’amaro in bocca ma che deve diventare una lezione durissima e indelebile: lo sport unisce, non divide.