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|Eccellenza, Legnano-Rhodense una sfida che meriterebbe ben altre categorie!
LEGNANO – Quella tra Legnano e Rhodense non è una partita qualunque. È un confronto che attraversa generazioni, categorie e contesti diversi, fino a diventare una piccola classica del calcio nell’Altomilanese. Una sfida che ritorna ciclicamente, a volte dopo lunghi silenzi, ma sempre con il peso della storia sulle spalle.
Il primo capitolo risale alla stagione 1975/76 in Serie D, quando gli Orange conquistarono il campo del “Pisacane” con un 2-1 deciso da Marchese allo scadere. La risposta lilla arrivò immediata: 2-1 nel campionato seguente grazie alla doppietta di Fornara, e 2-0 nel 1977/78 firmato da Cribio e Fumagalli.
Negli anni successivi il duello salì di livello e approdò in Serie C2. Tra il 1978 e il 1983 le due formazioni si affrontarono quattro volte, con il Legnano protagonista: tre vittorie e un pareggio a confermare la supremazia lilla di quegli anni. Poi il vuoto. Per oltre quarant’anni le strade delle due società non si incrociarono più, mentre il calcio dilettantistico cambiava volto e identità.
A riportare il derby dell’Altomilanese in scena è stata la stagione 2024/25, in Eccellenza. Un ritorno ricco di pathos e colpi di scena, che ha visto la Rhodense imporsi sia all’andata sia al ritorno. Al “Giovanni Mari” gli Orange si sono presi un altro pezzo di storia: vantaggio di Scapuzzi su una disattenzione difensiva, pari lilla in extremis con Ballgjini, e nella ripresa la zampata di Renner, la più pesante di tutte, quella che ha regalato alla Rhodense la certezza dei playoff.
Il bilancio totale dei precedenti racconta una rivalità equilibrata ma con tinte lilla: cinque vittorie del Legnano, un pareggio e due successi della Rhodense. Numeri che confermano come questa sfida sia sempre stata viva, intensa, capace di riaccendersi anche dopo decenni.
E così, ogni volta che il calendario ripropone Legnano-Rhodense, lo fa portando con sé l’eco di un passato lungo quasi mezzo secolo, fatto di piccoli grandi episodi, di protagonisti diversi ma di un’unica costante: la passione calcistica dell’Altomilanese, che in queste partite trova una delle sue espressioni più autentiche.

