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Il derby del caos: Pavia–Vogherese tra fari spenti, accuse e scintille prima ancora del fischio d’inizio

Prima sabato, poi domenica ed il presidente della Vogherese non le manda a dire

PAVIA – Doveva essere un romantico anticipo sotto le luci del sabato sera, e invece il grande ritorno del derby tra Pavia e Vogherese — atteso da tre anni — si è trasformato in un pasticcio all’italiana, tra comunicazioni saltate, fari guasti e una buona dose di veleno sportivo.

Tutto era pronto per la sfida del “Fortunati”, in programma per sabato 15 novembre alle 19, con tanto di locandine, annunci ufficiali e tifosi rossoneri pronti a raggiungere la città delle cento torri in treno. Ma l’entusiasmo è durato poco: alcuni fari dell’impianto di via Alzaia non sono stati riparati per tempo dal Comune di Pavia, rendendo impossibile giocare in notturna.

Così, nel giro di poche ore, si è tornati alla data originaria: domenica 16 novembre alle 14.30. Una retromarcia che ha fatto infuriare la dirigenza della Vogherese, che in un comunicato dai toni durissimi, firmato dal presidente Oreste Cavaliere, ha denunciato di non essere stata nemmeno consultata.

Il club rossonero ha spiegato che, dopo l’accordo con il Pavia e l’ok ufficiale della LND, tutto era stato confermato — persino dal Ministero dell’Interno. La Questura di Pavia aveva già fissato un tavolo di lavoro per il servizio d’ordine. Poi, nel pomeriggio, il colpo di scena: “Su richiesta unilaterale del Pavia Calcio 1911, la LND ha deciso di variare nuovamente la partita a domenica 16 novembre alle 14:30”.

Cavaliere non le ha mandate a dire: “Mi fa piacere la considerazione della lega nei nostri confronti. In futuro, se dovessi avere dei problemi, chiederò agli amici del Pavia di risolverli per me. Magari riusciranno anche ad anticiparmi la terna arbitrale di domenica…”

Un sarcasmo che fotografa perfettamente il clima da derby: nervi tesi, accuse incrociate e una partita che, ancora prima di cominciare, promette scintille dentro e fuori dal campo.