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Italia, sveglia! Albertini richiama ai valori: “Gattuso riaccenda il cuore azzurro”

Alla vigilia del Galà del Calcio AIC, Demetrio Albertini – una delle voci più autorevoli del calcio italiano e storico faro del centrocampo rossonero – ha scelto parole forti, quasi una scossa necessaria, per analizzare il momento delicatissimo della Nazionale italiana.

Albertini non cerca alibi, non ne concede. E di fronte all’ennesima prestazione opaca degli Azzurri contro la Norvegia, allarga lo sguardo oltre il semplice risultato:

Bisogna fare due tipi di valutazione: la prima è tecnica e per me nel primo tempo l’Italia non ha fatto così male. Nel secondo tempo, dopo il gol della Norvegia, si è sfaldata.”

Parole che pesano, soprattutto se dette da chi la maglia azzurra l’ha onorata a lungo. Ma è la seconda parte della sua analisi a colpire ancora più duro, perché tocca la sfera emotiva, quella identitaria:

È una sconfitta pesante, che va a sommarsi ai tre gol presi all’andata. Più che parlare di tecnica e tattica io oggi parlo di valori.”

Ed è qui che Albertini chiama in causa Gennaro Gattuso, il nuovo condottiero di questa Italia ferita:

“Gattuso è un uomo di cuore e grinta e farà di tutto per trasmettere questi valori morali alla squadra per le prossime due partite.”

Un attestato di fiducia, certo, ma anche un messaggio: servirà molto più della tattica per rialzarsi. Servirà spirito, anima, identità.

Il passaggio più netto, però, arriva quando Albertini mette da parte ogni nostalgia del passato glorioso:

Non possiamo pensare sempre alla storia e a quello che siamo stati. Al momento la Norvegia è più forte dell’Italia e lo ha dimostrato sul campo.”

Una verità semplice e spiazzante, che fa rumore perché detta senza filtri. L’Italia, oggi, non è la squadra che è stata. E il campo – unico giudice che Albertini riconosce – lo conferma.

Il messaggio è chiaro: è tempo di guardarsi allo specchio, di ritrovare l’essenza di ciò che ha reso grande il calcio italiano. Non bastano nomi o ricordi, servono valori, proprio come ripete Albertini.

E se c’è un uomo capace di riaccenderli, secondo l’ex regista rossonero, quello è Gattuso.