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Cronaca Altomilanese
|A Busto Arsizio il simbolo delle BR e la scritta “Spara a Giorgia”.
BUSTO ARSIZIO – Una scritta choc, carica di odio e violenza, è comparsa sui muri esterni della sede della Lega di Busto Arsizio, in via Culin. In vernice rossa campeggia la frase “Spara a Giorgia”, accompagnata da una stella a cinque punte e dalla sigla “BR”. A notarla, nel tardo pomeriggio di lunedì 15 dicembre, è stato il consigliere comunale del Carroccio Vincenzo Marra, mentre si stava recando nella sede del partito. Un messaggio che ha immediatamente fatto scattare l’allarme e acceso un forte dibattito politico e istituzionale.
Non si tratta di un episodio isolato. La stessa identica scritta era infatti apparsa all’inizio di dicembre a Pietrasanta, in Toscana, dando luogo anche in quel caso a indagini e a una durissima reazione del mondo politico. Un elemento che alimenta la preoccupazione per un clima sempre più teso e avvelenato, nel quale la violenza verbale e simbolica sembra superare ogni limite.
A intervenire sull’accaduto è stato il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Pellicini, che ha parlato senza mezzi termini di un atto vile e inquietante. Secondo Pellicini, si tratta dell’espressione di un odio che nulla ha a che vedere con il confronto democratico e che stride fortemente con il clima di dialogo e distensione portato avanti dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal suo partito. Un episodio che, a suo avviso, rischia di far riaffiorare fantasmi del passato che si pensavano definitivamente archiviati. Da qui la solidarietà piena e convinta alla premier.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, che ha definito la scritta un gesto inaccettabile e pericoloso. Fontana ha sottolineato come la violenza, anche solo evocata, non possa trovare alcuno spazio nel dibattito pubblico e ha ribadito la necessità di una condanna ferma e unanime, senza ambiguità, da parte di tutte le forze politiche.
Durissimo anche il commento di Andrea Cassani, segretario provinciale della Lega e sindaco di Gallarate, che ha espresso solidarietà alla presidente del Consiglio e ha condannato senza riserve gli autori della scritta, definiti pericolosi e irresponsabili. Cassani ha annunciato che, una volta concluse le indagini, si procederà alla rimozione immediata delle frasi offensive, denunciando al tempo stesso un clima di odio alimentato da frange estremiste che, in nome di presunti valori, finiscono per adottare metodi che richiamano proprio ciò che dicono di combattere.
A richiamare l’attenzione su una lunga scia di episodi è stato anche il segretario della Lega di Busto Arsizio, Alessandro Albani. Non è infatti la prima volta che la sede di via Culin viene presa di mira: già lo scorso 31 ottobre erano comparsi schizzi di vernice rossa sul portone e, pochi giorni dopo, una scritta minacciosa era apparsa su una parete del Municipio. Per Albani non si può più parlare di goliardia o di provocazioni: si tratta di minacce gravi, rivolte alla presidente del Consiglio, che segnalano un clima ormai intollerabile. Da qui l’auspicio che gli autori vengano individuati e puniti con provvedimenti esemplari.
Anche Carlo Calenda è intervenuto sulla vicenda, esprimendo pubblicamente la propria solidarietà a Giorgia Meloni e mettendo in guardia dal rischio di sottovalutare un clima d’odio che, se ignorato, può avere conseguenze molto serie.
Nel frattempo sono in corso le indagini delle forze dell’ordine. La scritta è stata documentata e segnalata e gli inquirenti stanno valutando eventuali collegamenti con episodi analoghi avvenuti in altre parti d’Italia. Un fatto che riapre una ferita profonda e rilancia con forza il tema della sicurezza, del rispetto e dei limiti che non possono e non devono essere superati nel confronto politico e civile.

