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Busto Garolfo: vergognosa rissa nel calcio giovanile!

BUSTO GAROLFO – Una domenica che doveva essere di sport e sana competizione si è trasformata in uno spettacolo indegno e profondamente vergognoso.
Sul campo sportivo comunale Roberto Battaglia di via Cellini, dove l’Under 17 dell’Accademia Bustese affrontava i pari età della Caronnese per la 14ª giornata del girone A, tutto sembrava procedere regolarmente. Una partita corretta, decisa da un gol del bustese Gabriel Pinto e segnata, sul finale, dal rigore fallito dagli ospiti.

Ma pochi istanti dopo il triplice fischio, l’atmosfera si è capovolta.

Il calcio alla violenza

Nel tunnel che porta agli spogliatoi è scoppiato ciò che nello sport non dovrebbe mai accadere: una rissa totale, un “tutti contro tutti” che ha visto coinvolti diversi giocatori delle due squadre.
Sono volati insulti, spintoni, schiaffi, calci. Un’escalation di aggressività inaccettabile, culminata – secondo le prime ricostruzioni – persino con un calcio al volto ai danni di un giocatore, un gesto di particolare gravità che non può essere minimizzato né tollerato.

A tentare di riportare un minimo di ordine sono stati i dirigenti, aiutati da alcuni genitori presenti, costretti a intervenire per separare ragazzi che avrebbero dovuto essere esempio di correttezza e disciplina.

L’intervento dei Carabinieri

Nel giro di pochi minuti è sopraggiunta una pattuglia della Stazione di Castano Primo, allertata per segnalare la violenza scoppiata nel tunnel. Quando i militari sono arrivati, la situazione era in parte rientrata, ma la gravità dell’accaduto resta intatta.
L’arbitro, ignaro di tutto, non ha assistito alla scena: il suo spogliatoio si trova in un’altra area dell’impianto sportivo e non ha percepito il parapiglia.

Un episodio che lascia l’amaro in bocca

Alla fine resta l’immagine peggiore possibile: giovanissimi atleti che trasformano una partita in un teatro di violenza, tradendo i valori dello sport e gettando un’ombra pesante su una categoria che dovrebbe essere tutelata e indirizzata verso comportamenti responsabili.

Le società, le famiglie e le istituzioni sportive sono ora chiamate a una riflessione profonda e a provvedimenti chiari: ciò che è accaduto a Busto Garolfo non può e non deve essere normalizzato. Lo sport è crescita, educazione e rispetto.
Tutto il resto è una sconfitta per tutti.