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Aveva già rubato la settimana scorsa seminando il panico. Lo ha rifatto pochi giorni dopo.
Rescaldina, 23 dicembre 2025 – Solo poche settimane fa aveva seminato paura e sangue tra le corsie di un supermercato di Legnano, armato di tenaglia, colpendo al volto il direttore dell’Esselunga e aggredendo persino un anziano di 82 anni intervenuto per difendere un’addetta alla sicurezza. Un episodio gravissimo, da codice penale senza attenuanti.
Eppure, invece di finire in galera, quel giovane era libero di circolare, con il solo obbligo di firma. Libero. Libero di tornare a rubare. Libero di colpire ancora.
Ed è infatti successo.
A distanza di pochi giorni, lo stesso soggetto, ventenne di origini brasiliane, è rientrato in azione come se nulla fosse, prendendo di mira il supermercato Conad di Rescaldina. La scena si ripete, quasi fosse un copione già scritto: antitaccheggio divelti, bottiglie di superalcolici infilate nelle borse, 300 euro di refurtiva e il tentativo di farla franca.
Ancora una volta, non si ferma davanti a nulla. Bloccato all’uscita, spintona l’addetto alla sicurezza e tenta la fuga. Solo l’intervento tempestivo dei Carabinieri evita l’ennesima escalation: il giovane viene arrestato nel parcheggio, mentre cercava ancora di scappare.
La domanda, però, è inevitabile e bruciante: perché era libero?
Perché un soggetto già protagonista di una rapina violenta con feriti, anziché essere rinchiuso in carcere, poteva tranquillamente tornare a delinquere tra i supermercati dell’Altomilanese?
Il precedente è inquietante e ben noto. A inizio dicembre, insieme a un complice, aveva tentato un furto all’Esselunga di via Sabotino a Legnano. Quando scoperto, ha reagito con violenza inaudita, colpendo con una tenaglia il direttore e ferendo un anziano intervenuto per senso civico. Un gesto che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.
Eppure, anche dopo quell’episodio, nessuna cella si è chiusa alle sue spalle.
Ora il giovane si trova agli arresti domiciliari, processato per direttissima. Ma resta l’amaro in bocca, e resta soprattutto la sensazione di uno Stato che arriva sempre dopo, mentre cittadini, lavoratori e clienti dei supermercati pagano il prezzo di scelte giudiziarie incomprensibili.
Perché quando chi ferisce e rapina resta libero, non è solo una cronaca di furto: è un fallimento che ricade su tutti.

