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|Lega Pro: il Vicenza ha un piede in serie B, la Pro Patria in serie D
Come vanno le Lombarde in serie C
LECCO – Il girone d’andata della Serie C Girone A va in archivio e, mai come quest’anno, racconta una Lombardia protagonista, diffusa e competitiva, capace di occupare stabilmente le zone alte della classifica e di animare anche la lotta salvezza. Un campionato spaccato in più tronconi, ma con una certezza: le squadre lombarde sono l’asse portante del torneo.
In vetta comanda il L.R. Vicenza, che viaggia a ritmi impressionanti con 49 punti in 19 giornate, ma subito dietro c’è una Lombardia che incalza. Il Lecco è la prima inseguitrice: 37 punti, secondo posto e la sensazione di una squadra matura, solida, costruita per stare lassù. I blucelesti hanno trovato continuità, equilibrio difensivo e colpi decisivi nei momenti chiave, confermandosi come una delle realtà più credibili nella corsa alla promozione.
Subito alle spalle c’è l’Union Brescia, vera rivelazione del girone. Terza con 36 punti, la squadra guidata da Eugenio Corini ha saputo coniugare organizzazione, intensità e risultati, restando agganciata al treno delle grandi. Una Brescia concreta, difficile da affrontare, che ha dimostrato di poter competere con chiunque.
La Lombardia continua a occupare la parte centrale della classifica con un blocco compatto e combattivo. L’Alcione Milano, neopromossa senza complessi, ha chiuso l’andata a quota 27 punti, dimostrando personalità e identità di gioco. Stesso bottino per l’Inter U23, progetto giovane ma già competitivo, capace di alternare momenti di brillantezza a inevitabili passaggi a vuoto.
Subito dietro troviamo la Giana Erminio, che con 26 punti conferma la sua tradizionale solidità, e il Renate, a 25, squadra sempre difficile da decifrare e pronta a inserirsi nella corsa playoff. Poco più sotto, ma ancora pienamente in corsa, l’Ospitaletto (22 punti), una delle sorprese stagionali, capace di risultati pesanti anche in trasferta, e il Lumezzane, anch’esso a 22 punti, che paga qualche blackout ma resta agganciato al gruppo.
Più complicata, ma non ancora compromessa, la situazione dell’AlbinoLeffe, fermo a 21 punti: troppi alti e bassi, una difesa fragile, ma un potenziale offensivo che lascia aperti spiragli per il girone di ritorno. Stesso punteggio per il Novara, che però ha raccolto ben 12 pareggi: una squadra che perde poco ma fatica tremendamente a vincere.
In zona bassa preoccupa la Pro Patria, penultima con 12 punti. La stagione dei bustocchi è finora segnata da difficoltà strutturali, pochi gol e una classifica che inizia a pesare. Servirà un cambio di passo netto per evitare una lunga e sofferta lotta playout.
La classifica è lì, nuda e crudele, e non ammette alibi. La Pro Patria affonda, scivola sempre più giù nel Girone A di Serie C e anche le parole non bastano più. “A gennaio interverremo, la classifica è inaccettabile”, ha dichiarato la presidente Testa. Una frase che suona come una promessa, ma che rischia di diventare l’ennesimo ritornello già sentito troppe volte a Busto Arsizio.
Numeri che fanno paura: poche vittorie, una difesa che imbarca acqua da mesi, un attacco sterile e una squadra che sembra aver smarrito identità, carattere e persino rabbia. Non è solo una questione di risultati: è il modo in cui arrivano, spesso senza reazione, senza scosse, senza quella sensazione di urgenza che una situazione simile dovrebbe imporre. Il ko contro il Renate è solo l’ultima fotografia di una stagione sbagliata. Una partita che doveva essere quella del riscatto, del segnale, e che invece ha confermato tutti i limiti di una Pro Patria fragile, prevedibile e incapace di reggere l’urto nei momenti decisivi. Gli avversari corrono, lottano, sbagliano meno. I tigrotti inseguono, subiscono, crollano. Gennaio viene indicato come il mese della svolta. Ma il mercato di riparazione non è una bacchetta magica, soprattutto quando i problemi sembrano strutturali. Servono sì innesti, ma anche idee chiare, una guida tecnica credibile e soprattutto una scossa mentale. Perché il rischio concreto è quello di arrivare a febbraio già con l’acqua alla gola, costretti a rincorrere una salvezza che oggi appare lontanissima. La Serie C è dura, spietata, e non aspetta nessuno. O si cambia passo subito, oppure le parole di oggi rischiano di diventare l’epitaffio di una stagione da dimenticare. E forse, a quel punto, non basterà nemmeno gennaio con la serie D dietro l’angolo.
Il quadro complessivo racconta però una Lombardia centrale nel Girone A: numeri, piazzamenti e competitività parlano chiaro. Dalla corsa al vertice alla bagarre playoff, fino alla lotta per non retrocedere, le squadre lombarde sono protagoniste in ogni segmento della classifica. Il girone di ritorno dirà chi avrà la forza di reggere la pressione, ma una cosa è certa: il Girone A passa, ancora una volta, dalla Lombardia.


