Il prezzo più alto lo pagano spesso gli animali. Il rumore delle esplosioni può raggiungere 190 decibel, causando negli animali domestici stress estremo, crisi cardiache, fughe e morte.
Stop ai fuochi artificiali: il 2026 inizi con un gesto di pace e responsabilità
Un nuovo anno può cominciare anche scegliendo di non far esplodere nulla. Legambiente lancia un appello chiaro e netto: basta fuochi artificiali e botti, una pratica pericolosa, inquinante e sempre più fuori dal tempo. La transizione ecologica passa anche dai simboli e dalle abitudini collettive, e il modo in cui festeggiamo l’arrivo del nuovo anno non può essere escluso da questa riflessione.
Il 2025 si chiude come un anno segnato dalle guerre, dai conflitti armati e dagli attentati che continuano a colpire Africa, Medio Oriente, Europa e altre aree del mondo. In questo contesto globale di violenza e devastazione, la tradizione di celebrare ricorrenze facendo esplodere fuochi e botti appare non solo anacronistica, ma eticamente inaccettabile.
I fuochi artificiali non sono un semplice divertimento. Sono una minaccia concreta per la biodiversità, la qualità dell’aria, la salute dei suoli e il benessere degli esseri viventi. Ogni esplosione rilascia nell’atmosfera grandi quantità di polveri sottili, monossido di carbonio, anidride solforosa e metalli pesanti come bario, piombo, cromo, vanadio e stronzio. In poche ore si registrano picchi di inquinamento paragonabili – e spesso superiori – a quelli del traffico urbano, con superamenti dei limiti di legge.
A questo si aggiunge l’enorme quantità di rifiuti che invade piazze, strade e parchi, e la contaminazione di suoli e falde acquifere causata da residui chimici come clorati e perclorati, che entrano nella catena alimentare mettendo a rischio fauna e salute umana.
Ogni anno i botti provocano incidenti gravi: ustioni, mutilazioni, accecamenti, danni permanenti all’udito. Una strage silenziosa che si ripete puntualmente, nonostante divieti e campagne di sensibilizzazione.
Ma il prezzo più alto lo pagano spesso gli animali. Il rumore delle esplosioni può raggiungere 190 decibel, causando negli animali domestici stress estremo, crisi cardiache, fughe e morte. Un trauma che si estende anche alla fauna selvatica e agli animali da allevamento, con conseguenze dirette sugli ecosistemi e, indirettamente, anche su ciò che arriva sulle nostre tavole.
Festeggiare non significa distruggere. Le alternative ai botti esistono e sono già realtà in molte città: laser show, giochi di luci, spettacoli musicali, lanterne a LED riutilizzabili. O soluzioni innovative come gli “spark”, scintille organiche che illuminano senza rumore, senza inquinare e senza provocare danni collaterali.
«Dobbiamo ripensare il nostro modo di festeggiare le ricorrenze – sottolinea Legambiente – perché la transizione ecologica passa anche dalla revisione di abitudini consolidate».
«Il miglior augurio che dovremmo farci è quello di un ambiente da poter ascoltare in pace, festeggiando l’arrivo del nuovo anno in sicurezza e nel rispetto di tutti gli esseri viventi» afferma Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. «Per questo dobbiamo lasciare al passato le esplosioni che uccidono e devastano: pratiche che solo in apparenza sembrano lontane dalla guerra, ma che in realtà fanno parte della stessa cultura di prevaricazione e inutile crudeltà».
Un 2026 di pace può iniziare anche così: scegliendo il silenzio al posto del boato, la luce al posto dell’esplosione, il rispetto al posto dell’abitudine.