In settimana ne aprono addirittura due sul Cadorna, uno DI FRONTE all’altro! Zero pianificazione, traffico in tilt, nessuna viabilità alternativa, ma fare la spesa ormai sarà possibile sottocasa per chiunque.
Legnano – A Natale, si sa, sotto l’albero può comparire di tutto. Quest’anno, però, per Legnano e per buona parte del Legnanese il regalo è fin troppo prevedibile: l’ennesimo supermercato. Anzi, due. Anzi, una raffica. I supermercati spuntano come funghi, occupano ogni spazio disponibile e, puntuali, promettono “servizi”, “posti di lavoro” e “comodità”. Peccato che il conto, come sempre, lo paghino i cittadini, soprattutto in termini di viabilità, qualità della vita e vivibilità urbana.

In settimana il copione è già scritto. Mercoledì 17 dicembre apre il nuovo Tigros sull’area ex Gianazza, a cavallo tra Cerro Maggiore e Legnano. Giovedì 18, a poche decine di metri di distanza, toccherà al Famila di viale Cadorna, questa volta in territorio legnanese. Due inaugurazioni a distanza di 24 ore, nello stesso asse stradale, nello stesso quadrante urbano già oggi congestionato. Come se non bastasse, è ormai in dirittura d’arrivo anche l’Eurospin di San Giorgio su Legnano, pronto ad aggiungersi a una mappa commerciale che ha ormai perso qualsiasi logica di equilibrio.

I numeri, del resto, parlano chiaro e fanno impressione. Tra Legnano e Cerro Maggiore i supermercati arrivano a quota 16. San Vittore Olona ne conta tre, Canegrate e Parabiago quattro a testa, Villa Cortese due, Busto Garolfo altri due. Solo Legnano può vantare – si fa per dire – circa 770 negozi attivi, con un divario enorme tra non alimentari e alimentari. Eppure, nonostante questa abbondanza, l’impressione è che non ce ne siano mai abbastanza. O meglio: non ce ne siano mai abbastanza per chi investe, costruisce e incassa.

Tigros e Famila condividono una particolarità che dovrebbe far riflettere: tempi di costruzione record e una distanza praticamente ridicola l’uno dall’altro. Una scelta che non ha nulla a che vedere con la pianificazione urbana e molto con una vera e propria guerra dei carrelli, combattuta sulla pelle di una zona già oggi messa in ginocchio. Intorno a viale Cadorna, infatti, si concentra un autentico imbuto commerciale: il centro commerciale di Rescaldina, La Carbonaia di San Vittore Olona all’imbocco del Sempione, senza contare i grandi poli non alimentari tra abbigliamento, arredamento, casa e fai-da-te.
Il copione si ripete anche altrove. Nel triangolo tra Legnano, San Giorgio su Legnano e Canegrate, nel raggio di pochi chilometri quadrati, si contano Penny Market, Carrefour aperto 24 ore su 24, Tigros, Lidl, Il Gigante e, a breve, l’Eurospin. Basta poi imboccare la Sp12 verso Inveruno per imbattersi in altri due Tigros, a Villa Cortese e Inveruno, oltre alla Coop di Busto Garolfo. Un’offerta che non ha più nulla a che vedere con il servizio al territorio e molto con la saturazione sistematica di ogni area disponibile.
E non è finita. A Cerro Maggiore, sull’area dell’ex Fonderia Cerrese di via Turati, è già stato approvato un nuovo insediamento che prevede una media struttura alimentare e tre non alimentari. Tradotto: altro traffico, altri parcheggi, altre colate di cemento. Il tutto mentre le abitudini di consumo cambiano e la spesa online cresce, rendendo ancora più surreale questa corsa alla grande distribuzione fisica.
Il capitolo più critico resta però quello della viabilità. L’apertura quasi simultanea di Tigros e Famila rischia di mandare letteralmente in tilt l’asse tra viale Cadorna, via Turati a Cerro Maggiore – già appesantita dal cinema multisala – e lo svincolo dell’A8 di Legnano. Le opere viabilistiche sul fronte cerrese, come la rotonda tra via Tessa e via Catullo, sono pronte. Sul versante legnanese, invece, le rotatorie previste non lo sono affatto. Risultato: si inaugura, si taglia il nastro, si fanno le foto, ma intanto il traffico resta un problema irrisolto.
Le giornate del 17 e 18 dicembre si annunciano come un banco di prova – o forse come l’ennesima prova generale del caos. Perché a Legnano e nel Legnanese, ormai, non si pianifica più la città: si accumulano supermercati. E se fare la spesa non è mai stato così facile, vivere e muoversi in queste zone lo è sempre meno