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Rapina a Legnano, uno dei due balordi è già LIBERO!

Nonostante abbia ferito ben tre persone doopo una rapina il ventenne brasiliano è libero!

LEGNANO – Una vicenda che lascia l’amaro in bocca, quella avvenuta all’Esselunga di viale Sabotino, non solo per la violenza scatenata dai due giovani taccheggiatori, ma soprattutto per l’epilogo giudiziario: uno dei due, nonostante la fuga, la colluttazione e i feriti, è già libero.

Legnano come il Bronx, rapina in un supermercato

Tutto è accaduto nella mattinata di ieri, quando i due ragazzi sono stati sorpresi a rubare quattro smartwatch e alcuni pezzi di formaggio. Una refurtiva modesta, ma sufficiente a innescare una scena da far west tra le corsie del supermercato. Avvisato dalla sicurezza interna, il direttore – 55 anni – ha tentato di bloccare l’uscita insieme all’addetta alla sorveglianza, una donna di 63 anni.

A quel punto i due ladri, invece di restituire la merce, hanno reagito. Uno dei due, un ventenne brasiliano naturalizzato italiano, incensurato e residente ad Arconate, ha aggredito il direttore e la sorvegliante usando addirittura una tenaglia. Un colpo al volto dell’uomo, un altro alla donna, e persino un cliente 82enne che, nel tentativo di aiutare, è stato ferito alla testa. Tutti e tre sono finiti in ospedale, fortunatamente con ferite giudicate lievi, ma comunque conseguenze di una violenza inaudita per un semplice furto.

Nel frattempo il ventenne è riuscito a fuggire verso la stazione, mentre il complice, un 23enne ucraino residente a Rescaldina e con diversi precedenti, si è arreso, venendo arrestato sul posto. Il primo è stato trovato poco dopo dai carabinieri, che lo hanno rintracciato con abiti cambiati e senza gli occhiali da sole usati durante il colpo. Nella borsa, oltre alla felpa di ricambio, anche un martello.

Entrambi hanno passato la notte nelle celle della caserma di via Guerciotti e poi sono stati processati per direttissima. La sentenza ha lasciato più di qualcuno incredulo: il 20enne, autore dell’aggressione e della fuga, ha ricevuto una condanna a un anno e otto mesi con sospensione della pena ed è quindi già libero. Il 23enne ucraino, pur non avendo partecipato attivamente alle violenze, ma considerato recidivo, è stato invece condannato a un anno e quattro mesi ai domiciliari.

Una conclusione che in molti faticano ad accettare: tre persone ferite, un supermercato in subbuglio, una fuga rocambolesca… e uno dei protagonisti torna subito a casa. Una storia che riaccende, inevitabilmente, il dibattito sulla tutela delle vittime e sulla certezza della pena, soprattutto in una città segnata negli ultimi mesi da episodi di microcriminalità sempre più aggressivi.