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|Supercoppa in Arabia, stadi dorati e televisori spenti: il vero flop è l’idea
RIAD – C’è qualcosa di più basso degli ascolti della Supercoppa italiana giocata a Riyadh: il livello del dibattito che ne è seguito. La finale vinta dal Napoli contro il Bologna ha fatto registrare numeri televisivi nettamente inferiori rispetto al passato, ma invece di interrogarsi sul senso di una competizione esiliata nel deserto, c’è chi ha preferito imboccare la scorciatoia più comoda: senza la Juventus, “è normale che vada così”.
È questa la tesi, nemmeno troppo velata, rilanciata da Tuttosport, che ha parlato di “appeal limitato della sfida”, infilando nello stesso calderone Napoli e Bologna, come se i due bacini di tifosi fossero paragonabili. Un’operazione intellettualmente pigra e, soprattutto, faziosa. Perché se il Bologna ha storicamente un seguito numericamente contenuto, il Napoli rappresenta una delle tifoserie più vaste e partecipi d’Italia. Fingere che non sia così non è analisi: è propaganda.
Il titolo filojuventino ha fatto il resto, scatenando sui social la consueta processione di tifosi “strisciati” – juventini, ma anche interisti e milanisti – pronti a sminuire il prestigio del club azzurro con paragoni grotteschi e battute da bar sport, come i soliti raffronti tra il palmarès del Napoli e quello di comprimari bianconeri elevati a feticci mediatici.
Eppure basterebbe guardare i numeri, quelli veri, per smontare la narrazione. Dal 2009 a oggi, tra le finali di Supercoppa più viste di sempre, al secondo e terzo posto compaiono proprio Juventus-Napoli del gennaio 2021 e del dicembre 2014, con ascolti praticamente identici al record assoluto di Inter-Juventus del 2022. Un dato empirico, difficilmente contestabile, che certifica come l’appeal del Napoli sia assolutamente comparabile a quello delle grandi del Nord.
Non solo: la finale Napoli-Inter del gennaio 2024 ha fatto registrare 700mila spettatori in più rispetto al derby Milan-Inter dell’anno precedente. Altro che “appeal limitato”.
Se davvero si fosse voluto fare informazione corretta, si sarebbe dovuto spiegare che il calo di ascolti è figlio di più fattori: lo spostamento della partita da Canale 5 a Italia 1, la collocazione in Arabia Saudita – lontana, fredda, priva di pathos – e il dato oggettivo di un bacino bolognese stimato in poco più di 400mila tifosi, contro i circa tre milioni del Napoli. Lo stesso motivo per cui l’ultima finale di Coppa Italia Milan-Bologna è risultata la meno vista degli ultimi quindici anni.
Ma chiarire tutto questo avrebbe tolto utilità a un dato “basso” usato strumentalmente per rafforzare una lettura tendenziosa: pro-Juve e, neanche troppo sotto traccia, anti-Napoli. Questo sì che è mancare di rispetto. Non a una tifoseria soltanto, ma all’intelligenza di chi legge.
Perché il vero flop non è Napoli-Bologna.
Il vero flop è una Supercoppa svuotata di senso, giocata lontano dal suo pubblico e poi usata come clava ideologica da chi, senza la propria squadra in campo, non riesce a raccontare il calcio se non sminuendo quello degli altri.

