CASTELLANZA– Castellanza l’inverno, per un mattino, si fa più leggero e il cielo sembra avvicinarsi alla piazza. Accade il giorno dell’Epifania, quando una tradizione attesa e amata si rinnova senza bisogno di effetti speciali: le Befane tornano a scendere dal campanile, una dopo l’altra, per incontrare i bambini e regalare alla città un momento di autentica meraviglia.

La giornata prende il via con la messa dedicata ai più piccoli, un appuntamento semplice e partecipato che prepara il cuore allo stupore. Poi, intorno alle 11, lo sguardo si alza verso l’alto e l’attesa si trasforma in emozione: sei Befane, tante quante il giorno che le accoglie, calano lentamente dal campanile, sospese tra cielo e terra, disegnando una scena che ogni anno riesce a incantare come fosse la prima volta.
A rendere possibile questa magia sono gli istruttori della scuola Guido della Torre, protagonisti discreti di una discesa che unisce competenza tecnica, massima sicurezza e spirito di servizio. A terra, le note della Banda Santa Cecilia accompagnano il volo delle Befane con musiche festive, mentre l’organizzazione dell’evento è curata dal CAI di Castellanza, che mette in campo passione e professionalità, confermando un impegno che va ben oltre questa giornata simbolica.
Un impegno condiviso e sostenuto anche dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, presenza costante al fianco delle realtà associative del territorio.
«Le Befane acrobatiche che scendono dal cielo di Castellanza sono molto più di uno spettacolo suggestivo: rappresentano una comunità capace di custodire le proprie tradizioni e trasformarle in occasioni di incontro, gioia e solidarietà – dichiara Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate –. Come nella leggenda, arrivano dall’alto per portare doni ai bambini, ma dietro quella magia c’è il lavoro silenzioso di volontari, associazioni e famiglie che credono profondamente nel valore dello stare insieme».
Una volta toccato terra, le Befane vengono accolte dai bambini, veri protagonisti della festa: per loro dolcetti, carezze, risate e quella felicità semplice che nasce dalla condivisione. A garantire lo svolgimento sereno dell’evento c’è anche la Protezione civile, impegnata in un presidio attento e discreto della sicurezza.
Accanto alla festa trova spazio, come nelle tradizioni più autentiche, anche la solidarietà. Da cinque anni, infatti, l’Epifania di Castellanza è legata al sostegno dell’Operazione Mato Grosso: in piazza tornano le arance della beneficenza, il cui ricavato viene destinato ai progetti di cooperazione e aiuto che da decenni caratterizzano questa esperienza.
Non manca, infine, la presenza dell’amministrazione comunale, a testimonianza di un legame saldo tra istituzioni, associazioni e cittadini. È questo intreccio di volontariato, attenzione ai più piccoli e gesti concreti di aiuto a rendere speciale l’Epifania di Castellanza.
«Quando l’ultima Befana tocca terra e la piazza torna lentamente alla normalità – conclude Silvano Landoni, vicepresidente del CAI di Castellanza – resta la sensazione di aver assistito a qualcosa che va oltre lo spettacolo: un rito collettivo che, anno dopo anno, rinnova il senso di comunità e ricorda che, anche nel cuore dell’inverno, c’è sempre spazio per un po’ di meraviglia».