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All’Arconatese il sabato ha preso presto la piega buona, quella che piace alle squadre sicure di sé e un po’ padrone del destino. Tre a uno alla Besnatese, tre gol ben messi in fila e classifica che torna a sorridere larga: più tredici sulle prime inseguitrici, margine da capolista che non ha fretta e non ha paura.
Bastano cinque minuti per capire l’aria. Ripartenza rapida, di quelle che sanno di prato lombardo e idee semplici: Scapinello scappa via e serve Silvano, il bomber calcia, il difensore respinge, ma sulla ribattuta arriva Menegazzo che di destro, senza pensarci su, fulmina Lupu. Il portiere, eroe dell’andata, questa volta deve subito arrendersi alla legge del pallone: quando gira storto, non perdona.
La partita resta saldamente nelle mani dei gialloblù e al 26’ prende un altro colore deciso. Cross di Gerevini, gesto antico e preciso, e incornata imperiale di Vavassori: due a zero, gol vero, senza discussioni né appendici. Roba da calcio lineare, quasi scolastico, ma terribilmente efficace.
Nella ripresa però la Besnatese prova a rimettere il naso fuori. Prima Scapinello centra clamorosamente l’incrocio dei pali – legno che trema e pubblico che sospira – poi arriva il tiro da fuori di Sofia. Santulli non trattiene, il pallone fa il birichino e si infila alle sue spalle: uno a due e partita improvvisamente riaperta, come spesso accade quando il calcio decide di fare il dispettoso.
Si va avanti così, con il risultato in bilico e il tempo che scivola, finché a un minuto dal novantesimo l’Arconatese chiude i conti con eleganza. Cavagna e Scapinello ricamano, Paparella riceve e col mancino non sbaglia: tre a uno, sipario. La capolista mette il sigillo e torna a vincere dopo due pareggi, ribadendo gerarchie e ambizioni.
La serata regala anche un pensiero per il futuro: dopo la partita firma Lorenzo Arpino, centrocampista classe 2005, scuola Club Milano, con passaporto giovanile timbrato Monza e Cesena. Regalo infrasettimanale, in vista del turno di mercoledì sera a Pero.
Il resto è tabellino, che fa cronaca ma non emozione. L’emozione resta nei gol, nel comando saldo della classifica e in questa Arconatese che gioca senza fronzoli, con la testa dritta e il passo da prima della classe. Calcio di provincia, sì, ma fatto con serietà: ed è lì che, spesso, nasce quello vero.

