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Brescia Calcio, chiesto il fallimento del club, in corso i tentativi per evitare la liquidazione

Nelle scorse ore la Procura di Brescia ha presentato istanza di fallimento della società, affiancandosi alla richiesta di liquidazione giudiziale avanzata dall’avvocato Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo e creditore del club. La situazione economico-finanziaria resta complessa, mentre l’ex presidente Massimo Cellino sta tentando di ottenere dal tribunale una misura protettiva che consenta l’avvio di un piano di risanamento e scongiuri il fallimento.

Secondo quanto emerso, il debito complessivo della società ha raggiunto circa 19 milioni di euro alla fine di luglio. La cifra comprende crediti vantati da fornitori, tesserati, enti previdenziali, istituti bancari, Comune e Agenzia delle Entrate. Per far fronte alla crisi, Cellino ha avanzato una proposta di accordo pari a circa 4,5 milioni di euro, impegnandosi a contribuire personalmente fino a 1,8 milioni. L’offerta è stata tuttavia respinta dal Fisco, che ha giudicato non congruo il pagamento del 10% rispetto a un credito complessivo vicino ai 9 milioni di euro.

Parallelamente resta aperta anche una trattativa con l’Union Brescia, confermata dal presidente Giuseppe Pasini. L’eventuale accordo riguarderebbe il trasferimento di asset rilevanti, tra cui il marchio, la denominazione, la matricola storica del club e una quota dell’incasso derivante dal trasferimento di Sandro Tonali, stimata in circa 800.000 euro.

La scadenza per la definizione di questa possibile intesa è fissata per la fine di gennaio. L’operazione, qualora andasse in porto, potrebbe rappresentare una soluzione decisiva per affrontare e risolvere la crisi economica della società.