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|Calcio italiano sempre più noioso: gioco effettivo ormai dimezzato rispetto ai 90 minuti
Rimesse laterali che paiono sedute spiritiche, portieri che accarezzano il pallone come fosse un parente appena ritrovato, proteste da melodramma, simulazioni studiate meglio di uno scherzo da caserma: la somma di tutto questo produce un risultato grottesco. Il cronometro avanza, il pallone quasi mai.
Il grande inganno del “gioco” che non si gioca
In Italia ci piace dire che il calcio è arte nobile, che la Serie A è tempio di tatticismi e geometrie: balle da osteria, quando poi scopriamo che si gioca la metà del tempo. Il resto è un interminabile rosario di furbizie che nulla hanno a che fare con lo sport e molto con il teatro dell’astuzia mediterranea.
Spalletti, che non è l’ultimo arrivato tra gli adoratori del bel giuoco, lo ripete da settimane: così non si può andare avanti. E ha ragione piena, ragione grassa come una vacca padana. La gente non vede più calcio: vede una partita che somiglia a una processione dove ci si ferma ogni tre passi per guardare il cielo.
Tempo scorre, pallone no
Rimesse laterali che paiono sedute spiritiche, portieri che accarezzano il pallone come fosse un parente appena ritrovato, proteste da melodramma, simulazioni studiate meglio di uno scherzo da caserma: la somma di tutto questo produce un risultato grottesco. Il cronometro avanza, il pallone quasi mai.
E sia chiaro: non c’è da accusare una sola squadra. L’italico furbo sa bene che quando è in vantaggio deve chiudere la bottega, rallentare ogni impulso vitalistico, trasformare il calcio in un tira e molla senza poesia. Poi ci permettiamo pure di parlare di “spettacolo”, di “prodotto calcio”, come fossimo Hollywood. Ma quale spettacolo? Se di 90 minuti ne vediamo cinquanta scarsi, vendiamo solo la promessa di ciò che sarebbe dovuto accadere.
I numeri, che non hanno pudore
❌ In Cagliari-Juventus si è giocato 52 minuti e 43 secondi.
❌ In Como-Juventus, roba da sbadigli, appena 42 minuti di pallone vivo.
❌ Il record negativo spetta a Cagliari-Genoa: 59 minuti di nulla, un’ora di sospiri e sbadigli.
E in Europa siamo solo sesti per tempo effettivo. Neanche in questo primeggiamo: perfino nel perdere tempo siamo mediocri.
Il calcio dimezzato
Chi paga l’abbonamento, chi si sobbarca chilometri per lo stadio, finisce per assistere a metà partita. Ogni due partite, una intera. È come ordinare un brasato e ricevere soltanto il profumo. E ci convinciamo pure che sia normale.
No, non lo è.

