LUTRY – Una ferita che non si rimargina. Un dolore che travolge un intero territorio.
Il Vallese e il Canton Vaud piangono una delle tragedie più nere degli ultimi anni: sette giovani vite spezzate, cinque ragazzi feriti che lottano ancora per respirare il futuro, un’intera comunità inginocchiata dal dolore. A Crans-Montana, nella notte che avrebbe dovuto aprire l’anno della speranza, il bar Constellation è diventato teatro di un incubo.
Lutry, il paese affacciato sul Lago di Ginevra, è sprofondata in un lutto che non conosce consolazione. Il suo club di calcio, il FC Lutry, ha annunciato con voce rotta dalla disperazione la scomparsa di sette giovani “che facevano parte della nostra famiglia”: ragazzi cresciuti sul campo, tra allenamenti, fango, sudore, sogni condivisi. Una generazione intera, cancellata in una notte.
Dodici amici, un Capodanno che doveva essere festa
Erano dodici, un gruppo unito come solo gli adolescenti sanno essere. Molti compagni di scuola, quasi tutti nati nel 2007, con due 2008 e un 2009. Avevano appena cominciato a farsi strada nel mondo.
«Hanno indossato i nostri colori, hanno condiviso spogliatoi, risate e sacrifici. Hanno sognato con noi» scrive il club in un messaggio che ormai circola tra lacrime e incredulità. Nel rogo del Constellation quei sogni si sono trasformati in un silenzio assordante.
Cinque di loro, gravemente feriti, sono ricoverati in diversi ospedali svizzeri e all’estero. «Stanno lottando per la vita», ha dichiarato al Blick il presidente del club, Stéphane Bise. Ogni ora che passa è un’attesa che pesa come una pietra.
Il sindaco: «Abbiamo perso un’intera generazione»
Il sindaco di Lutry ha confermato, con la prudenza di chi spera ancora in un miracolo, che cinque giovani del comune sono morti e altri cinque feriti. Il paese è sconvolto: in riva al lago, tutti conoscono tutti. Nel FC Lutry – che conta 22 squadre e quasi 400 membri – si cresce, si diventa amici, si forma una comunità vera.
«Si dice che Lutry sia ormai una città… ma in fondo è ancora un grande villaggio» ricorda Bise. Ora quel villaggio piange insieme, abbracciandosi per non crollare.
Il Cantone interviene: due psichiatri per sostenere il ritorno in campo
La macchina della solidarietà si è messa in moto subito. Il Canton Vaud ha reagito con tempestività, mettendo a disposizione due psichiatri che accompagneranno società, allenatori, famiglie e ragazzi nel lungo cammino del lutto.
Gli allenamenti riprenderanno il 19 gennaio. Ma nulla, da ora in avanti, sarà più lo stesso. Ogni campo, ogni partita, ogni spogliatoio avrà un vuoto che nessuno potrà colmare.
Un Tempio gremito: 2.000 persone in un silenzio che faceva tremare
Sabato scorso Lutry è scesa in strada, compatta, ferita, immensa nella sua dignità. Almeno duemila persone hanno riempito il Tempio per un omaggio che resterà nella memoria collettiva.
Calciatori, famiglie, amici, cittadini: una folla che sembrava non finire mai, un unico cuore spezzato che batteva all’unisono.
Oggi la giornata di lutto nazionale.
Ma per Lutry, e per chi ha amato quei ragazzi, quel lutto durerà molto più a lungo.
Perché sette sorrisi non torneranno più.
E cinque giovani stanno ancora combattendo per non diventare ricordo.
Così la società:
Il FC Lutry piange oggi sette giovani che facevano parte della nostra famiglia, ancora attivi, ex giocatori, allenatori o vicini ai nostri tesserati.
Hanno indossato i nostri colori, condiviso spogliatoi, risate, sforzi e sogni. La loro presenza ha lasciato un segno nel club e rimarrà nei nostri ricordi per sempre.
I nostri pensieri più profondi vanno alle loro famiglie, ai loro cari, ai loro compagni di squadra e a tutti coloro che li hanno amati.
Lutry FC non li dimenticherà mai.
Pensiamo con grande emozione anche ai nostri cinque giovani feriti, che oggi combattono per la loro vita.
In queste ore di attesa, tutto il club è al fianco delle famiglie e dei propri cari, con rispetto, speranza e solidarietà.
I nostri cuori sono con loro.
Uniti nella memoria, nella speranza e nell’amore, FC Lutry è e sarà sempre al loro fianco.