Per tre settimane, spiegano dalla Prefettura, l’area sarà letteralmente blindata
RHO – Per chi lavora nell’area di Rho Fiera, febbraio si annuncia come un mese ad altissima tensione. Con l’avvio dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 scatterà una vasta zona rossa attorno al quartiere fieristico, destinata a cambiare radicalmente la quotidianità di migliaia di lavoratori, pendolari, residenti e imprese. Dal 2 al 22 febbraio l’accesso, la circolazione e persino la semplice presenza nell’area saranno sottoposti a controlli serrati, con inevitabili disagi per chi ogni giorno deve timbrare un cartellino, consegnare merci o semplicemente raggiungere il posto di lavoro.
La decisione è stata assunta dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto di Milano Claudio Sgaraglia, alla presenza del sindaco di Milano Giuseppe Sala, dei vertici delle forze dell’ordine e dei rappresentanti della Fondazione Milano Cortina. L’obiettivo dichiarato è garantire la massima sicurezza attorno alle venue olimpiche, in particolare la pista di speed skating e l’arena dell’hockey ospitate nel polo fieristico di Rho. Ma l’effetto concreto, per chi lavora nell’area, rischia di tradursi in giornate più lunghe, spostamenti complicati, controlli continui e tempi morti difficili da gestire.
Per tre settimane, spiegano dalla Prefettura, l’area sarà letteralmente blindata. Oltre agli atleti e alle migliaia di spettatori, sono attese autorità nazionali e internazionali di primo piano, con un dispiegamento eccezionale di forze dell’ordine e presidi di sicurezza. Una situazione che, secondo le autorità, impone controlli capillari e una vigilanza rafforzata per prevenire reati e garantire l’ordine pubblico. Ma che, nei fatti, comporterà inevitabili rallentamenti, deviazioni, limitazioni alla mobilità e una pressione senza precedenti su chi ogni giorno vive e lavora attorno a Fiera Milano.
Non solo. È stato disposto anche il divieto di sorvolo per traffico aereo privato e droni sull’intero Comune di Milano e, in modo mirato, sui Comuni di Rho e Assago nelle aree interessate dalle sedi olimpiche. Un ulteriore segnale del livello di allerta che accompagnerà l’evento, ma anche un ulteriore elemento di complessità per le attività economiche e logistiche presenti sul territorio.
Nel dettaglio, la zona rossa di Rho interesserà un perimetro molto ampio attorno al quartiere fieristico, comprendendo viale degli Alberghi, viale Porta Est e Porta Ovest, viale delle Ferrovie, via Lombardia Sud, piazza Costellazione e una lunga serie di strade limitrofe. Un’area che ospita uffici, attività produttive, alberghi, servizi e snodi fondamentali per la mobilità quotidiana. Qui scatterà il divieto di stazionamento per soggetti segnalati all’autorità giudiziaria per reati contro la persona, il patrimonio o legati agli stupefacenti, con controlli stringenti e presenza costante delle forze dell’ordine.
Il rischio, denunciato da molti lavoratori e operatori, è che la macchina olimpica finisca per scaricare il peso dell’evento su chi non potrà permettersi di fermarsi: dipendenti, artigiani, tecnici, addetti alla logistica e al commercio, costretti a fare i conti con strade presidiate, accessi contingentati e tempi di percorrenza imprevedibili. Un quadro che si aggiunge ad altre misure già annunciate, come scuole chiuse e modifiche alla viabilità, alimentando la preoccupazione di migliaia di famiglie.
Il sindaco di Rho Andrea Orlandi ha sottolineato come la zona rossa venga abitualmente istituita in occasione dei grandi eventi fieristici, ricordando che per le Olimpiadi la sicurezza deve essere tutelata con la massima attenzione. Ha ringraziato Prefettura, forze dell’ordine, polizia locale e protezione civile per l’impegno che metteranno in campo durante i Giochi. Ma mentre l’apparato della sicurezza si prepara a entrare in azione, resta aperta una domanda che serpeggia tra chi lavora nell’area: quanto costeranno, in termini di tempo, stress e difficoltà quotidiane, queste tre settimane di Olimpiadi a chi, ogni mattina, deve semplicemente andare a lavorare.