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Cronaca
|Grave lutto nel calcio: addio a Paolo Di Nunno, dirigente simbolo di passione e risultati
Il mondo del calcio piange Paolo Di Nunno, imprenditore e dirigente sportivo di grande carisma, scomparso nelle ultime ore. Patron della Baranzatese ed ex numero uno, tra le altre, di Seregno, Canosa e Lecco, Di Nunno ha lasciato un segno profondo ovunque abbia operato, legando il proprio nome a progetti ambiziosi e a traguardi storici.
Indimenticabile la sua avventura a Lecco, dove riuscì nell’impresa di riportare i blucelesti in Serie B dopo cinquant’anni, scrivendo una delle pagine più importanti della storia del club lariano. Un successo che ha consacrato Di Nunno come uno dei dirigenti più appassionati e determinati del panorama calcistico italiano.
Conclusa l’esperienza sul Lago, Di Nunno aveva deciso di rimettersi in gioco con entusiasmo, prendendo in mano la Baranzatese. Un progetto portato avanti con convinzione e visione, culminato con la storica promozione in Eccellenza, la prima nella storia del club, dopo il dominio nell’ultimo campionato di Promozione.
A dare l’annuncio della scomparsa sono stati, attraverso i propri canali ufficiali, il Canosa Calcio – società con cui Di Nunno era rientrato recentemente nell’organigramma come presidente onorario – e la stessa Baranzatese.
Nel comunicato del Canosa Calcio 1948, il presidente Alessandro Di Nunno e tutta la dirigenza hanno espresso profondo cordoglio, ricordando Paolo come «uomo, imprenditore ed ex numero uno di questa gloriosa società». Viene sottolineato il suo legame indissolubile con le radici pugliesi e con la città di Canosa, che aveva guidato da presidente tra il 1983 e il 1986 in Serie D. Un affetto mai venuto meno, come dimostrato dal recente ritorno, seppur a distanza, accanto ai colori rossoblù: «Non si perdeva mai un incontro di campionato».
Parole cariche di emozione anche da parte della Baranzatese, che ha salutato il proprio presidente come «un punto di riferimento per tutta la comunità», capace di guidare la società «con passione e dedizione, lasciando un segno indelebile nella storia del club». Un’eredità fatta di entusiasmo, impegno e attaccamento ai colori sociali, destinata a vivere nel quotidiano di chi continuerà il suo lavoro.
Con la scomparsa di Paolo Di Nunno, il calcio perde una figura autentica, viscerale, capace di trasformare le idee in risultati e i sogni in realtà. Alla famiglia, ai parenti e a tutti coloro che gli hanno voluto bene, il cordoglio dell’intero movimento sportivo.


