Logo

Temi del giorno:

Legnano in zona Cesarini

Il Legnano torna indenne da Caronno, con un punto che pesa come una vittoria morale.

Caronno Pertusella– A Caronno, sotto un cielo che faceva il broncio ma non l’offeso, il Legnano ha messo la firma col fiato corto e il cuore largo: uno a uno all’ultimo sospiro, quando il tempo pare già scappato via e invece torna indietro per concedere giustizia. Trenchev, uomo d’ala e di garra, ha infilato il pari al quarto dei recuperi, rintuzzando la cannonata precedente di Cannizzaro che al 35’ del primo tempo aveva dato voce e vantaggio ai padroni di casa. Così i lilla restano terzi, gente di rango e di costanza, e allungano a tredici la collana dei risultati utili: roba da squadra che sa stare al mondo.

Caronnese

Porro, tecnico d’idee chiare e di gesso sicuro, ha disegnato il consueto 3-5-2, che è geometria padana applicata al pallone. Trenchev a destra, Tinazzi a sinistra, a frustare le corsie; nel mezzo l’esordio dal primo minuto di Poropat, piazzato nella zona nevralgica accanto a Di Battista, confermato in cabina di regia al posto dell’infortunato Pellini. La Caronnese ha risposto col 4-3-1-2, modulo da bravi ragazzi ambiziosi.

Primo tempo.
Parte meglio la Caronnese. All’8’ la sponda di Niccolò Colombo apre il varco a El Hilali, ma Quintiero, portiere di mestiere e di riflessi, dice di no sul primo palo e manda in angolo. Il Legnano ribatte al 17’: De Luca ruba e inventa a sinistra, Zoppi conclude, ma Colombo – quello tra i pali – si allunga in tuffo e sventa. È partita vera, di scambi rapidi e nervi tesi.

Al 18’ Di Quinzio cincischia, poi serve Colombo che costringe ancora Quintiero a volare sopra la traversa. I lilla non stanno a guardare: al 22’ Todaj rifinisce la ripartenza e lancia Trenchev, che in velocità brucia l’uomo, entra in area e calcia: palla che sibila a lato, di un soffio. Al 28’ rimessa lunga di Trenchev, Poropat prova la botta al volo dal limite, respinta da un difensore con il corpo più che con l’idea.

Al 35’ arriva lo strappo della Caronnese: azione corale, pallone che gira e gira finché Cannizzaro, da fuori, pesca l’angolo sotto la traversa. Gol bello e severo, da calcio ben fatto.

Ripresa.
Il Legnano torna in campo con la pazienza dei forti. Al 22’ De Luca pennella da destra un traversone tagliato, Trenchev sul secondo palo manca la deviazione per un nulla. Subito dopo Zoppi, servito in area, conclude a lato. La Caronnese risponde più tardi: al 34’ Ghibellini, appena entrato, svirgola da buona posizione; al 36’ Corno di testa alza troppo.

Il finale è un assedio educato ma ostinato dei lilla. Al 42’ Ballgjini spara alto dopo un triangolo sullo stretto con De Luca. Poi, quando l’orologio sembra aver già emesso sentenza, ecco il caos benefico della mischia: al 49’ Trenchev trova il varco giusto e gonfia la rete. È il gol del pareggio, è il gol della tenacia. Il Legnano torna indenne da Caronno, con un punto che pesa come una vittoria morale.

Caronnese-Legnano 1-1 (1-0)
Reti: Cannizzaro 35’ p.t.; Trenchev 49’ s.t.

Pomeriggio nuvoloso, sintetico in ottime condizioni, circa 350 spettatori con una nutrita e rumorosa pattuglia lilla. Nel finale nervi tesi: espulso al 50’ s.t. Ferri per proteste. Il resto è cronaca, ma questa è storia di provincia nobile, dove il pallone ancora racconta caratteri e non solo numeri.