Nulla di nuovo. Solo una prassi che si ripete, con buona pace delle polemiche. Il messaggio è chiaro: il posto è garantito.
MILANO – La chiamano convenzione, ma il sapore è quello ben più terreno del lasciapassare. Lunedì la Giunta regionale lombarda approverà ufficialmente l’accordo con la Fondazione Milano Cortina 2026, dopo averne già condiviso lo schema. Il cuore del provvedimento è semplice, quasi brutale nella sua chiarezza: ingresso gratuito alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Invernali, il 6 febbraio 2026 a San Siro, per tutti gli amministratori delle istituzioni che sostengono la Fondazione.
Tradotto senza giri di parole: gli 80 consiglieri regionali lombardi, l’intera Giunta con i suoi assessori e sottosegretari, i pari grado di Veneto, Trento e Bolzano, fino ad arrivare ai rappresentanti dei Comuni di Milano e Cortina d’Ampezzo, avranno il loro pass assicurato per la notte più simbolica dei Giochi. Nessuno escluso. Nessuno senza biglietto.
La decisione, però, non nasce da un improvviso slancio istituzionale o da un’illuminazione olimpica. Dietro la firma imminente c’è il malumore, neppure troppo sotterraneo, di diversi consiglieri regionali che si sono visti scavalcati. A pochi giorni dall’evento, qualcuno aveva già il posto garantito, qualcun altro no. E questo, a Palazzo Lombardia, non è piaciuto affatto. Anche perché la Regione Lombardia, insieme al Veneto, non è una comparsa in questa storia: ha spinto la candidatura, ha fondato la Fondazione, ha messo sul tavolo garanzie economiche pesanti. Restare fuori dalla passerella inaugurale sarebbe stato, per molti, uno sgarbo inaccettabile.
C’è poi chi prova a gettare acqua sul fuoco ricordando che non si tratta di un’eccezione. Gli ingressi gratuiti per gli amministratori esistono già, eccome. Succede a Monza per il Gran Premio di Formula 1, altro evento sostenuto dalla Regione. Nulla di nuovo, dunque. Solo una prassi che si ripete, con buona pace delle polemiche.
Eppure le discussioni interne ci sono state, eccome. Nei giorni scorsi si sono moltiplicate le ipotesi su come distribuire i pass: pochi eletti o tutti dentro. Alla fine ha prevalso la linea più larga, quella che evita distinguo e rancori: un pass per ogni consigliere regionale, per ogni assessore, e lo stesso trattamento per tutte le altre istituzioni coinvolte nei Giochi.
Già ieri, ai consiglieri lombardi è arrivata una mail dal tono rassicurante e istituzionale. Si parla di schema di convenzione approvato, di cerimonia di apertura olimpica e paralimpica, di settori riservati allo stadio di San Siro per lo svolgimento di “compiti e attività istituzionali”. Linguaggio formale, certo. Ma il messaggio è chiaro: il posto è garantito.
Così, mentre fuori si continua a parlare di Olimpiadi come festa dei popoli, dello sport e dei territori, dentro i palazzi il primo traguardo sembra essere stato un altro: nessuno resti senza invito. Perché le Olimpiadi passano, ma le poltrone – e i pass – contano sempre.