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C’era odore di nebbia e di galaverna, in questo primo scorcio d’anno, sui campi del Girone A di Serie C. Un campionato che è una pianura lombarda allargata, dove il pallone rimbalza basso e la classifica non perdona. Qui non si gioca: si fatica, si stringono i denti, si misura il carattere. E le lombarde, nel fine settimana dell’Epifania, hanno parlato chiaro, ciascuna con il proprio dialetto calcistico.

Il Lecco, ad Ospitaletto, ha scelto la via della prudenza: un pareggio che sa di brodo caldo, utile a tenere la scia delle prime. Non ha vinto, ma nemmeno tremato. La squadra lariana resta lì, terza forza del torneo, con quella solidità da barca ben calafatata che non affonda nemmeno controvento.

lega pro

Il Renate, invece, ha fatto il Renate: due colpi ben assestati alla Pergolettese e via, senza fronzoli. Vittoria corta ma pesante, di quelle che spostano l’umore e tengono viva la fiammella playoff. È una squadra che non canta, ma lavora. E alla fine porta a casa la paga.

Giornata amara per la Giana Erminio, scivolata a Trento sotto il peso di tre gol che raccontano una partita mai davvero girata. La Giana resta in quella terra di mezzo che è il suo habitat naturale: non affonda, ma nemmeno spicca il volo. Serve qualcosa di più, forse un colpo d’ala, forse solo più cinismo.

La Pro Patria continua invece la sua Via Crucis. A Vercelli arriva l’ennesima sconfitta, uno a zero, che pesa come un macigno. Ultima, staccata, con il morale che cola come pioggia fredda sui capannoni di Busto. Qui non è più questione di moduli: è una battaglia d’anima.

Meglio, decisamente meglio, il fine settimana bresciano. L’Union Brescia va ad Arzignano e torna con una vittoria da grande: due a uno, ribaltando il destino e consolidando un secondo posto che profuma di ambizione. È squadra vera, quadrata, che sa soffrire e colpire. Dietro, poco concede; davanti, non spreca.

Il Lumezzane impatta con il Vicenza capolista: uno a uno che vale come una stretta di mano rispettosa. Contro la prima della classe, non è poco. Punto che muove la classifica e rinforza l’autostima.

lumezzane

Zero a zero invece tra Inter U23 e Novara: partita di giovani pensieri e gambe fresche, ma con il freno a mano tirato. I nerazzurri restano in zona nobile, a ridosso delle migliori, confermando una crescita più silenziosa che appariscente.

Scivola male l’Albinoleffe, battuto due a zero dalle Dolomiti Bellunesi. Una sconfitta che brucia e che tiene i seriani impantanati nei bassifondi di una classifica che non aspetta nessuno.

E poi c’è la favola urbana dell’Alcione Milano, che va a Trieste e vince ancora. Due a uno, in trasferta, contro una Triestina ferita e confusa. Trenta punti, sesto posto, e una sensazione: questi ragazzi non sono più una sorpresa, ma una realtà. Milano, quando vuole, sa ancora insegnare calcio anche lontano dalla Scala del pallone.

La classifica, infine, parla chiaro come un cartello stradale nella bruma: Vicenza davanti a tutti, ma dietro le lombarde spingono, tengono, resistono. Brescia e Lecco guardano in alto, Renate e Alcione sognano, Lumezzane e Inter U23 costruiscono, Giana e Albinoleffe cercano sé stesse, la Pro Patria lotta contro il tempo.