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|U17 Élite, così non è calcio: arbitraggi allo sbando e partite falsate
Sia chiaro: la partita in questione giocata domenica scorsa ha nome e cognome, ma per evitare problemi ulteriori al direttore di gara e alle due società coivolte preferiamo rimanere sul generico. Sugli spalti però quanto si è visto fa davvero pensare, molto….
MILANO – Nel campionato U17 Élite si continua a parlare di formazione, crescita, valori sportivi. Parole giuste, sacrosante. Ma poi la realtà del campo racconta tutt’altro. Racconta di partite decise non dal talento dei ragazzi, ma da errori arbitrali macroscopici, figli di un sistema che fa acqua da tutte le parti.
Niente guardalinee, solo due dirigenti poco attenti verso gli avversari. Zero assistenti. L’arbitro è solo, spesso un ragazzo alle primissime esperienze, mandato allo sbaraglio in un campionato che dovrebbe rappresentare l’eccellenza del settore giovanile regionale. Il risultato? Scene surreali. In una gara recente sono stati sbagliati non uno, non due, ma quattro fuorigioco, di metri evidenti, non millimetri da Var, ma situazioni clamorose, sotto gli occhi di tutti. Quattro episodi che hanno portato a quattro gol irregolari, falsando in maniera netta il risultato e, di conseguenza, la classifica.
E allora la domanda è una sola, inevitabile: è accettabile tutto questo?
È normale che una competizione di livello Élite venga decisa da errori così gravi, semplicemente perché non esistono i guardalinee? È giusto caricare sulle spalle di un giovane arbitro responsabilità che neppure in categorie ben più basse vengono affrontate in solitaria?
Qui non si parla di polemiche di pancia o di recriminazioni da panchina. Qui si parla di credibilità del campionato. Perché quando quattro fuorigioco evidenti diventano quattro gol validi, non è più un errore umano: è un sistema che non funziona. E a pagarne il prezzo sono tutti: le società che investono, gli allenatori che lavorano, ma soprattutto i ragazzi, ai quali viene tolta la cosa più importante nello sport giovanile: la meritocrazia.
Si chiede tanto ai club: organizzazione, fair play, educazione, rispetto delle regole. Ma chi tutela il gioco? Chi garantisce che una partita venga decisa da ciò che accade davvero in campo e non da una svista grande come una casa?
Continuare così significa accettare che il risultato sia spesso casuale, che il lavoro settimanale venga vanificato e che la frustrazione prenda il posto della crescita. Se questo è il livello dell’U17 Élite, allora qualcosa va cambiato subito: assistenti arbitrali, maggiore tutela per i giovani direttori di gara, o una revisione totale del format.
Perché una cosa è certa: così non è calcio. E soprattutto non è formazione.
Sia chiaro: la partita in questione giocata domenica scorsa ha nome e cognome, ma per evitare problemi ulteriori al direttore di gara e alle due società coivolte preferiamo rimanere sul generico. Sugli spalti però quanto si è visto fa davvero pensare, molto….

