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Cronaca Altomilanese
|Una sola coltellata, così è morto il ladro Sinti a Lonate Pozzolo
Il racconto di Rivolta, ascoltato a lungo dalla pm Nadia Calcaterra, combacia perfettamente con le risultanze dell’autopsia e con i primi rilievi effettuati dai carabinieri del Nucleo investigativo di Varese.
LONATE POZZOLO – Una sola coltellata, profonda, fatale. È questo il dato che emerge con forza dall’autopsia sul corpo di Adamo Massa, il 37enne morto dopo essere rimasto ferito durante un furto in una villetta di Lonate Pozzolo. Un elemento che pesa come un macigno nell’inchiesta e che rafforza l’ipotesi della legittima difesa per Jonathan Rivolta, il proprietario dell’abitazione, oggi riconosciuto come parte lesa e non indagato.
L’esame autoptico, eseguito giovedì presso la Medicina legale di Pavia su disposizione della Procura di Busto Arsizio, ha chiarito un punto decisivo: sul corpo della vittima è stata riscontrata una sola coltellata penetrante al torace, inferta in diagonale, compatibile con una colluttazione violenta e concitata. Una seconda ferita, superficiale e non letale, conferma la dinamica di un corpo a corpo in movimento, non di un’aggressione deliberata o reiterata.
I fatti risalgono alla tarda mattinata di mercoledì 14 gennaio. Jonathan Rivolta si sveglia improvvisamente per rumori insistenti al campanello. Scendendo al piano terra sente il vetro della cucina andare in frantumi. In pochi secondi, la paura prende forma: qualcuno è entrato in casa sua. Per istinto raccoglie un coltello da trekking che si trovava in uno zaino e si trova faccia a faccia con due ladri intenti a rovistare tra le sue cose.
Con uno di loro, Adamo Massa, nasce una colluttazione violenta. Rivolta viene colpito al volto. È in quel momento, nel caos di quei secondi drammatici, che sferra il fendente al torace dell’uomo che ha di fronte. Un colpo solo. Ma decisivo. La lama raggiunge organi vitali.
I complici caricano Massa in auto e lo trasportano d’urgenza all’ospedale di Magenta, per poi fuggire a bordo di un’Audi scura con targhe clonate. Il 37enne muore poco dopo l’arrivo in pronto soccorso.
Il racconto di Rivolta, ascoltato a lungo dalla pm Nadia Calcaterra, combacia perfettamente con le risultanze dell’autopsia e con i primi rilievi effettuati dai carabinieri del Nucleo investigativo di Varese. Proprio per cristallizzare ogni dettaglio, la Procura ha disposto una perizia cinematica, che dovrà ricostruire con precisione la dinamica dei movimenti e dei colpi.
Jonathan Rivolta, assistito dall’avvocato Marco Mainini, non rilascia dichiarazioni. Parla invece la ricostruzione tecnica, che restituisce l’immagine di un uomo sorpreso in casa propria, aggredito, costretto a difendersi.
Una vicenda che riaccende il dibattito sulla sicurezza, sulle rapine in abitazione e sul confine sottile, drammatico, tra difesa e tragedia. A Lonate Pozzolo resta il peso di una notte che ha cambiato tutto. Un furto finito nel sangue. Un solo colpo. E una verità giudiziaria che, passo dopo passo, sembra prendere una direzione sempre più chiara.

