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|Caso Porro, la Corte d’Appello riduce la squalifica dell’allenatore del Legnano
Ridotta la pena di un mese, ma l’8 marzo si gioca senza Porro in panca
LEGNANO – La Corte Sportiva d’Appello Territoriale ha parzialmente accolto il reclamo presentato dall’AC Legnano SSDARL in merito alla squalifica inflitta all’allenatore Gianluca Porro dopo la gara di Eccellenza Girone A del 4 febbraio 2026 contro l’Alta Brianza Tavernerio.
Il ricorso della società contestava la decisione del Giudice Sportivo di primo grado, che aveva sanzionato Porro fino al 6 aprile 2026 per una condotta ritenuta irriguardosa e offensiva nei confronti della terna arbitrale. Secondo il Legnano, il tecnico avrebbe semplicemente chiesto spiegazioni in modo civile agli ufficiali di gara su una decisione tecnica, ipotizzando anche che alcune espressioni gli fossero state attribuite erroneamente. A sostegno della propria tesi la società aveva depositato una memoria, una ripresa video dell’episodio e dichiarazioni scritte.
La Corte ha però chiarito che, ai sensi del Codice di Giustizia Sportiva, il referto arbitrale ha valore di prova privilegiata e che il video presentato non può essere utilizzato per ricostruire i fatti, se non in casi specifici legati a condotte violente o espressioni blasfeme.
I giudici hanno riconosciuto che le frasi attribuite a Porro risultano “indubbiamente irrispettose” e rientrano nella categoria della condotta irriguardosa, ma hanno ritenuto che non raggiungano un livello tale da configurare offese particolarmente gravi alla dignità degli ufficiali di gara. Pur confermando la necessità di una sanzione, la Corte ha quindi giudicato la punizione originaria eccessiva.
Per questo motivo il reclamo è stato accolto parzialmente e la squalifica dell’allenatore è stata ridotta fino al 9 marzo 2026. Disposta inoltre la restituzione della tassa di reclamo versata dalla società.
Una beffa comunque, considerando che si giocherà l’8 marzo.

